I radicali rilanciano le battaglie per la giustizia, i diritti dei detenuti, #amnistia e #indulto in nome di Marco Pannella in occasione del quarantesimo congresso che si sta celebrando in questi giorni nel carcere di Rebibbia". "Grazie Andrea", ha scritto su Facebook Rita Bernardini condividendo l'intervento del ministro della Giustizia Andrea Orlando che ha partecipato al congresso del Partito radicale sottolineando l'importanza della battaglie portate avanti in questi anni da Marco Pannella, in prima fila sul fronte dei diritti umani, per una giustizia giusto, per indulto e amnistia contro l'affollamento carcerario, per il diritto alla conoscenza.

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Ai radicali piace il discorso del guardasigilli: ora confrontiamoci su amnistia e indulto

Ma resta quella per amnistia e indulto la madre della battaglie dei radicali "orfani" di Pannella. "E ora ci confronteremo - ha aggiunto la Bernardini condividendo il post del guardasigilli - sulla lotta di Marco: amnistia per la Repubblica - ha proseguito la dirigente radicale - per il rispetto della nostra Costituzione per i diritti e - ha sottolineato - i doveri umani fondamentali. Intanto, centinaia di commenti con appelli e sollecitazioni per indulto e amnistia sta invadendo in queste ore la bacheca Facebook del ministro della Giustizia. In tanti hanno apprezzato il discorso di apertura al congresso dei radicali, ma chiedono misure straordinarie di clemenza generale per i detenuti, provvedimenti che però sono di competenza parlamentare e governativa, anche se certamente un cambio di rotta del #Governo su amnistia e indulto determinerebbe uno scenario diverso anche in Parlamento.

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E magari si può arrivare all'approvazione dei quattro disegni di legge per indulto e amnistia che si sono impantanati in commissione Giustizia al Senato dove l'esame congiunto dovrebbe riprendere al più presto. Nel frattempo, si aspetta anche che venga incardinato il ddl costituzionale presentato dal senatore Luigi Manconi per rendere più semplice l'approvazione dei provvedimenti di clemenza con la maggioranza semplice del Parlamento e non più quella dei due terzi, ma è probabile che prima di aprire quest'altro capitolo si attenda l'esito del referendum costituzionale.