La concessione di #amnistia e #indulto non è presente tra i piani del #Governo attuale. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, lo ha ribadito più di una volta, sottolineando come il problema del sovraffollamento nelle carceri si è notevolmente ridotto rispetto a qualche anno fa. A preoccupare in questo periodo, però, sono le condizioni sanitarie dei detenuti, oltre all’alto numero dei suicidi. Secondo i dati emersi dal congresso Simspe-Onlus ‘Agorà Penitenziaria’, ci sarebbe più della metà della popolazione carceraria che è affetta da patologie. Quasi il 70% di essi deve fare i conti con una malattia ed in Parlamento non si fa nulla affinché si prosegua con i lavori in commissione Giustizia al Senato sui quattro DdL fermi con le quattro frecce ormai da diverso tempo.

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Vediamo più nel dettaglio l’allarmante situazione a cui sono costretti a far fronte i detenuti.

Carceri: condizioni igienico-sanitarie da bollino nero

I dati attuali parlano di un’eccedenza di 6 mila e 800 detenuti rispetto alla capienza degli istituti penitenziari italiani (49 mila e 600 posti). I reclusi, tra uomini e donne, sono su per giù 56 mila e questa situazione non fa altro che rendere critiche le condizioni di vita all’interno delle carceri. L’ISS ha persino lanciato un’allarme sanitario, riferendo che ci sono oltre 31 mila casi registrati di epatite, mentre i detenuti con HIV sono ben 5 mila. Quasi la metà della popolazione totale (48%) è affetta da patologie infettive, senza contare che il 32% ha disturbi psichiatrici, che in molti dei casi hanno portato a suicidi.

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A tal proposito, i recenti fatti di cronaca avvenuti in Toscana, hanno portato a 25 il numero dei suicidi dall’inizio del 2016, mentre i decessi complessivi sono 67.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha dichiarato recentemente che l’emergenza a suo parere è tutt’altro che superata e che la morte di un carcerato dietro le sbarre è una sconfitta per lo Stato. I numeri, fortunatamente, sono nettamente più bassi rispetto agli anni scorsi, grazie agli agenti della polizia penitenziaria, che vigila sventando molti tentativi di suicidio. Viene chiesto al Governo di trovare una soluzione ai problemi degli istituti detentivi, come da sempre chiedono i Radicali, attesi il 6 novembre a Roma per una marcia in favore di indulto e amnistia, nella giornata giubilare dei detenuti. In passato anche Papa Francesco ha fatto degli appelli, fino ad ora purtroppo inascoltati. Prima di lasciarvi, vi invitiamo a seguirci per ulteriori aggiornamenti sull’argomento.