Rimarrà sicuramente impressa nella memoria del Sudamerica la storica immagine della stretta di mano tra il capo di stato colombiano Juan Manuel Santos e il capo delle F.A.R.C (Fuerzas Armadas Revolucionarias de #colombia) Timolèon Jimènezavvenuta con il sostegno di Raul Castro, rivoluzionario e politico cubano, presidente del Consiglio della Repubblica di Cuba dopo le dimissioni, nel 2008, del fratello Fidèl.

La nascita del conflitto

Le #FARC o FARC-EP sono un'organizzazione guerrigliera comunista della Colombia di ispirazione marxista-leninista e bolivariana: sono nate ufficialmente il 27 maggio 1964 con l'operazione militare denominata "Marquetalia", atta a reprimere con la forza il fenomeno dell'autorganizzazione agraria contadina che si stava sviluppando nelle regioni colombiane di Tolima e Huila, fenomeno ritenuto pericoloso per l'integrità della nazione in quanto avrebbe portato alla formazione di piccole repubbliche indipendenti fondate anche sulla coltivazione illegale della coca.

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L'operazione fu sostenuta dalla collaborazione degli Stati Uniti, indirettamente interessati a contrastare il fenomeno.

L'intesa e la pace dopo mezzo secolo

Sono dunque più di 52 anni che questa organizzazione, che è infatti tra le più longeve del mondo, si batte per la stabilità politica in Colombia. Con l'intensità dei conflitti armati che si andava placando in concomitanza col desiderio sempre maggiore di porre fine alle mattanze che si consumavano tra i membri dei partiti politici, delle comunità rurali e delle FARC stesse, la storia di questa guerra cominciò ad orientarsi verso una risoluzione pacifica nel 1998, con il presidente Pastrana che iniziò a proporre dei colloqui di #pace, sfociati nel 2002 nella sottoscrizione dell'intesa "Agenda Comune per il Cambiamento verso la Nuova Colombia", sottoscritta con l'allora capo dei guerriglieri Marulanda.

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Successivamente, si arrivò il 19 novembre 2012 ad un'altra svolta epocale nel conflitto, con l'inizio dei cosiddetti "Dialoghi dell'Avana", iniziati appunto nella capitale di Cuba con degli incontri esplorativi tra FARC e governo dove si cercò, sulla base anche dei sondaggi sull'opinione pubblica, che la sosteneva per il 77%, una risoluzione pacifica del conflitto: il primo dialogo era composto da sei punti vitali ovvero Politica di Sviluppo Agrario Integrale, Partecipazione Politica, Fine del Conflitto, Soluzione al problema delle droghe illegali, Vittime e Implementazione. Gli incontri furono indubbiamente un successo che portò all'accettazione di un cessate il fuoco da parte della guerriglia che pose le basi per iniziare il dialogo di pace che avrebbe soddisfatto il proposito desiderato da tutti i colombiani.

Il processo di intesa si è finalmente concluso con la stretta di mano tra il presidente colombiano e il capo delle FARC, che hanno firmato un accordo di pace definitivo tra il governo e l'organizzazione militare, che è stata di recente esclusa dall'UE dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche: le FARC rinunceranno alle armi e suoi membri saranno reintegrati nella vita civile del Paese.

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L'accordo diventerà ufficiale al 100% dopo essere stato sottoposto a referendum popolare il 2 ottobre e successivamente approvato dal Congresso. Presenti alla sigla dello storico documento 15 presidenti e 27 Ministri degli Esteri, il segretario dell'Onu Ban-Ki-Moon e l'Alto Rappresentante dell'UE Federica Mogherini.