Beppe Grillo non verrà a Roma oggi 07 settembre 2016. La sua presenza avrebbe sollevato un colossale richiamo mediatico, sovraesponendo il Movimento in una fase troppo delicata per qualsiasi stress-test. A consigliarglielo, Davide Casaleggio, il quale gli ha chiesto espressamente di rimanere a Milano per seguire l'evolversi della situazione senza forzature, ottenendo dai romani la disponibilità ad una più discreta e disciplinata conference call in vivavoce. 

Attesa per il Mini-Direttorio

All'incontro, il proseguimento del lungo conclave che ieri è durato dieci ore, prenderanno parte i membri del Direttorio maggiore e di quello romano, il cosiddetto Mini-Direttorio.

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Non ci sarà una sessione plenaria ma una serie di tavoli separati, il più teso dei quali sarà con Virginia Raggi, accusata di aver tradito alcuni principi cardine del Movimento. Il nuovo Sindaco di Roma ha preso ordini dallo studio legale Sammarco di Roma, quello di cui è socio Cesare Previti e del quale era praticante la stessa Raggi, valorizzandone il ruolo di selezionatore degli assessori, alla faccia della meritocrazia e della trasparenza. E poi c'è la questione dell'avviso di garanzia e delle indagini in corso.

A saltare oggi saranno l'Assessore Paola Muraro e l'Assessore De Dominicis, i cui nomi sono stati indicati ieri dal Direttorio quali elementi incompatibili con la svolta oggi richiesta e necessaria. Ma non saranno i soli. Andranno a casa, secondo i desiderata di Grillo e del Direttorio, anche il vice Capo di Gabinetto Raffaele Marra e il capo della segreteria politica della Raggi, Salvatore Romeo.

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Ma Virginia Raggi potrebbe spuntarla ed ottenerne un semplice ridimensionamento.

Gli avvisi di garanzia

Nel Direttorio sono ore convulse . L'organismo apicale del Movimento mostra i suoi limiti. È diviso in due fazioni, Di Maio versus Di Battista, e le spaccature in Campidoglio ricalcano quella matrice. Luigi Di Maio sta perdendo punti: ha saputo dell'avviso di garanzia alla Muraro, ma lo ha taciuto agli altri, ed è oggi più debole rispetto a Di Battista, che sta riscuotendo una popolarità crescente nel suo giro d'Italia su due ruote. Di Battista è legato alla cordata Lombardi - De Vito, che su Roma si oppone alla Raggi contestandole la subalternità agli ambienti del centrodestra romano, di cui lo studio Sammarco è punta di diamante. Il sostegno a Paola Muraro, già vicina ad Alemanno, confermerebbe i sospetti. 

Il Mini Direttorio, composto da Taverna, Castaldo, Perilli e Lombardi vive la stessa dinamica di quello nazionale, con due componenti a favore di Raggi/Di Maio e gli altri due dalla parte di De Vito/Di Battista.

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in questo caos, Federico Pizzarotti - il sindaco di Parma che ha sperimentato sulla sua pelle le dinamiche interne al Movimento - coglie l'occasione per togliersi più d'un sassolino dalle scarpe: "Via tutto il Direttorio, a questo punto. Hanno sbagliato tutti, hanno mentito tutti". 

E prosegue: "Se potesse servire il mio aiuto, mi candido a fare il leader del Movimento Cinque Stelle, cui voglio bene", dichiara Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma che interviene in mattinata in una trasmissione televisiva. "Non butterò giù tutto, riformerò il Direttorio, valorizzerò i territori e il confronto tra le persone, poi sentirò la Rete", incita Pizzarotti. "Quando tutto sembra perduto bisogna ripartire dall'inizio": Potrà, con questa impostazione, rimettere insieme i pezzi di un movimento troppo a lungo senza guida?  #M5S