La lunga notte a cavallo tra il 26 ed il 27 ottobre ha visto come protagonista il primo confronto televisivo tra Hilary #Clinton candidata del partito Democratico, nella corsa alla Casa Bianca, e la sua controparte repubblicana, #Donald Trump. La lunga tradizione del confronto televisivo è iniziata fin dagli anni sessanta e negli anni si è rivelata determinante nel definire gli equilibri e stabilizzare l'elettorato. Il primo dibattito è solitamente il più complicato e meno significativo, si tratta di una prova generale della prova generale, da cui i candidati potranno partire per definire e ridefinire meglio le proprie azioni e reazioni.

Il confronto

In questo primo confronto televisivo, durato novanta minuti senza interruzioni pubblicitarie, nel quale i due aspiranti presidente hanno avuto circa quarantacinque minuti a testa, divisi in micro interventi di massimo due minuti, la partita è stata molto impegnativa e non priva di colpi di scena.

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Per la prima volta dal'inizio della campagna elettorale, abbiamo assistito ad un Donald Trump relativamente moderato nei termini e nelle espressioni, ma non nelle idee e nelle posizioni rimaste invariate. Restano ben definite le proprie idee anti immigrati, di protezionismo del mercato statunitense e di sicurezza, temi su cui è incentrata tutta la strategia politica del candidato Repubblicano. Non sono poi mancate provocazioni ed attacchi diretti alla propria avversaria, che tuttavia è riuscita a difendersi in maniera più che dignitosa e rispondere duramente e impassibile, senza concedere tregua al proprio avversario.

Dall'altra parte Hilary Clinton mantiene relativamente invariata la sua strategia comunicativa, dando il meglio di sé nella risposta alle provocazioni e negli attacchi personali, volti ad annichilire la credibilità di Trump.

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Accuse forti ed inequivocabili da un lato e lo smantellamento di numerose bugie elettorali, tra le più qui ricordiamo brevemente l'aver sfatato il mito secondo cui l'attuale presidente americano Barack Obama sarebbe nato all'estero, e l'accusa diretta contro Trump di essersi rifiutato di pubblicare la propria dichiarazione dei redditi, insinuando in maniera non troppo velata, la possibilità che il milionario repubblicano fosse in difetto con la tassazione federale.

Il trionfo Democratico

Da questo primo scontro l'immagine pubblica di Trump esce fortemente ridimensionata e danneggiata agli occhi dell'opinione pubblica, la sua proposta di stampo reganiano di una riduzione di tasse viene rielaborata dalla Clinton come una riduzione di tasse, per i più ricchi, mentre per il ceto medio rimarrebbero invariate. Se dunque nella prima parte dello Show, Donald Trump è riuscito ad essere quantomeno presente, nell'ultima ora di spettacolo, il palco è stato dominato dalla Clinton che con le sue proposte rivolte al sostegno e al miglioramento dello stato sociale, è riuscita a conquistare terreno.

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I primi sondaggi post diretta, tra cui quello condotto dalla CNN, mostrano un potenziale avanzamento della Clinton verso il sessanta percento. #politica usa