Dato un concetto X di cui si è convinti la varietà di modi per esprimerlo agli altri è tanto vasta da potersi dire infinita. Sulla questione della gestione dei flussi dei rifugiati, al centro dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York dal 18 al 22 settembre, #Donald Trump Jr, il figlio primogenito del tycoon candidato alla Presidenza, ha scelto di rappresentare così il suo pensiero attraverso il social Twitter:

«Quest’immagine dice tutto. Chiudiamo l’agenda politicamente corretta che non mette l’America al primo posto – ha commentato lunedì 19 a corredo di un “meme” che mostra una ciotola colma di caramelline ‘skittles’ e presenta la dicitura “Se tu avessi una ciotola di skittles e io ti dicessi che ne basterebbero tre per ucciderti, ne prenderesti una manciata? Questo è il nostro problema con i rifugiati siriani”.

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Le reazioni dei personaggi pubblici americani

La risposta di web e media è stata immediata: in poche ore 17.000 retweet e 27.000 likes si sono condensati intorno all’esternazione di Trump Jr, e decine di migliaia sono stati i commenti all’episodio anche in maniera indiretta e in altri Paesi del mondo, magari come pensiero lasciato a margine di un articolo della stampa straniera che riportava il fatto.

Ecco allora, tra i moltissimi detrattori del tweet, alcuni nomi particolarmente rilevanti che hanno subito voluto rispondere. Jon Favreau, uno degli ex coordinatori della comunicazione per Barack Obama, postando la nota foto del bambino siriano che siede ammutolito, il volto coperto di sangue e polvere, dopo essere stato salvato dai bombardamenti, commenta: «Hey Donald Trump Jr, questo è uno dei milioni di bambini che oggi hai paragonato a delle skittles avvelenate».

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Sulla stessa scia anche un altro uomo vicino al Presidente americano, Jason Sparks, che ha scritto: «Decine di migliaia di bambini siriani sono stati uccisi in guerra. Non sono skittles. Sono bambini. Come i tuoi», e la comica e avvocatessa Elayne Boosler: «Ecco perché i Trump hanno dichiarato fallimento innumerevoli ('eleventy', un grande, indefinito numero, ndr) volte, non conoscono la matematica. Il paragone effettivo con gli skittles sarebbe un milione di manciate».

Ad un certo punto, in seguito alla condizione virale che aveva assunto l’ashtag #skittles sia tra detrattori che tra sostenitori di Trump Jr, la stessa casa produttrice delle caramelle ha voluto rilasciare una dichiarazione: «Gli skittles sono dolci. I rifugiati sono persone. Non pensiamo sia un’analogia adatta – e ancora, in risposta alle insistenti domande dei giornali – eviteremo, in maniera rispettosa, di fare ulteriori commenti, dal momento che ogni esternazione potrebbe essere interpretata come operazione di marketing».

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L’eco della vicenda si fa sentire anche oltre oceano

Riconducibili a entrambe le prospettive, di appoggio e di rigetto, i commenti rintracciabili nel sito di una nota testata italiana che riporta la notizia in questione, a riprova di come la tematica sia particolarmente sensibile e di come il pubblico giudichi in maniera critica e consapevole il messaggio nel suo complesso oppure distinguendone le componenti di contenuto e forma:

«..tutti i torti non ha...certo non tutti sono marci, ma di questi tempi prevenire è meglio che subire..»

 «Stamattina nessuna nuova notizia anti Trump? Insomma così Hillary non può risalire nei consensi ...»

«Raramente i frutti cadono più lontani dell'albero ...tale padre, tale figlio!»

«Reazioni esagerate, Trump e' contrario all'accettazione incondizionata dei migranti siriani in America, il messaggio che si vuole passare e' coerente con questa linea, si e' d'accordo oppure no, ma tutto questo casino intorno e' esagerato come tutto ciò che ruota intorno alla campagna presidenziale»

« Serpi in seno sarebbe stato più appropriato ma ha reso l'idea comunque.»   #immigrazione #USA