Shimon Peres era solo un ragazzino di 11 anni quando lasciò Vishneva, la sua città natale polacca (oggi bielorussa) per raggiungere l'allora Mandato Britannico di Palestina. Grazie ad un incontro fortuito con David Ben-Gurion, intraprese la carriera politica a soli 25 anni caratterizzando la sua intera attività per la sua inarrestabile combattività. Tra i risultati positivi della sua carriera risultano chiari ed evidenti anche gli svariati fallimenti nelle diverse consultazioni elettorali tra la fine degli anni '70 e la fine degli anni '90, che non gli hanno impedito, però, di rialzarsi sempre. La personalità di Peres, carismatica quanto controversa, è stata al centro dell'intricato e pericolante scacchiere mediorentale per decenni, nel bene e nel male.

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Dalla nascita dello Stato di #Israele nel 1948 la vita politica di Peres si intreccia con quella dello stato israeliano; nel corso degli anni, infatti, ha ricoperto le varie cariche istituzionali di vertice: vice-ministro, Ministro, Primo Ministro ed infine Presidente. In veste di Ministro della Difesa, nel 1970, iniziò ad essere soprannominato "falco" dopo aver approvato i primi insediamenti ebraici nella Cisgiordiana occupata e non smentì questa valutazione di sè nemmeno nel 1996 - stavolta in carica come Primo Ministro - quando il villaggio di Qana, in Libano, fu bombardato da aerei da guerra israeliani, provocando la morte di un centinaio di civili.

Non possiamo dimenticare, oltre a questi aspetti controversi della sua azione politica, il ruolo che ha rivestito negli anni Novanta, per il quale fu considerato "colomba": insieme al Premier Yitzhah Rabin e Yasser Arafat vinse il Premio Nobel per la Pace 1994. Nel disegno degli accordi di Oslo dell'anno precedente, che gli valse il Nobel, si creava uno schema diplomatico che avrebbe dovuto portare alla creazione dello Stato Palestinese e, soprattutto, avrebbe dovuto mettere la parola fine al conflitto arabo-israeliano. Purtroppo, anche quel progetto si è arenato ed ha contribuito a peggiorare la realtà delle enclave palestinesi, enfatizzando la visibile disparità di condizioni con i confinanti territori occupati israeliani.

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Quindi, sebbene Peres - che mai prima di allora aveva voluto collaborare nè instaurare un dialogo con i rappresentati arabi - puntasse ad un obiettivo molto ambizioso, nel concreto aveva modificato semplicemente il famoso "compromesso funzionale" di cui parlava nel 1970 e secondo cui nella Cisgiordania che immaginava, la Giordania avrebbe dovuto avere autorità sugli arabi ed Israele sui coloni.

Nel '93 quello che proponeva era che solo la Striscia di Gaza potesse diventare "Stato palestinese" e prevedere una limitata autonomia per gli abitanti della Cisgiordania. Dunque, quello che di fatto ha contribuito a creare con gli accordi di Oslo, si è rivelata una variante di segregazione a quelle che la Storia ci aveva finora offerto, senza riuscire a migliorare la situazione nel territorio conteso alimentando, invece, uno spirito di intolleranza e chiudendo le porte alla cooperazione tra popoli tanto auspicata.

La scomparsa del leader è un avvenimento che ha scosso e colpito tutti i grandi Leader politici internazionali, presenti alle sue esequie per rendergli l'ultimo omaggio.

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Per l'opinione pubblica,  Shimon Peres rimarrà nella memoria collettiva un potente e carismatico uomo politico che tra ombre e luci è stato protagonista della più recente storia contemporanea, un personaggio controverso che ha lanciato messaggi di pace quanto di scontro. #politicaestera #shimonperes