L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino è nei guai. Per lui sono stati chiesti 3 anni, un mese e dieci giorni di reclusione per lo scandalo scontrini. Non solo, ma è stato richiesto anche il pagamento di una quota di 600 mila euro. La Procura di Roma ha emesso il suo giudizio in merito a #ignazio marino, accusato e processato per peculato e falso in relazione all'uso della carta di credito del comune di Roma.  

Ignazio Marino a processo rischia 3 anni di carcere

L'ex sindaco di Roma in carica dal 2013 al 2015 rischia ben 3 anni di carcere. Marino a processo per la questione scontrini e per la vicenda relativa a 'Imagine', la sua onlus, si è sempre dichiarato innocente.

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La Procura di Roma ha emesso la sua richiesta, ora la parola spetta alla difesa del politico del Partito democratico. La pena iniziale chiesta era di 4 anni e otto mesi, successivamente ridotta di un terzo, sconto previsto dalla pratica del rito abbreviato.  

La vicenda scontrini 

È stato proprio lo scandalo scontrini a scatenare il polverone sul politico e a portare alle sue dimissioni. Era lo scorso anno quando l'ex sindaco di Roma decideva di lasciare la carica di sindaco della capitale, salvo poi ripensarci. Sarebbero circa 12 mila gli euro del comune spesi, in maniera illecita, da Ignazio Marino per pagare 56 cene in vari ristoranti della capitale e di altre città. E' questa l'accusa principale che vedrebbe la condanna a tre anni di reclusione per il chirurgo del Partito democratico. L'onlus e le parole dell'avvocato di Ignazio Marino - La condanna chiesta dalla Procura di Roma in merito alla onlus 'Imagine' giunge in seguito ad un'accusa di truffa.

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Risulta che Marino,e altre tre persone, avrebbero predisposto la certificazione di compensi a soggetti inesistenti, permettendo loro di guadagnare circa seimila euro. "Abbiamo chiesto l'assoluzione per non aver commesso i fatti. Marino sta benissimo, si è difeso alla grande"- ha dichiarato dopo l'attesa udienza l'avvocato difensore Enzo Musco. La vicenda, dunque, è tutt'altro che chiusa e presto vedremo la conclusione del primo capitolo. #onlus imagine