Oggi in una #new york più che mai blindata dopo le esplosioni che hanno causato ventinove feriti nella serata di sabato, si apre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, appuntamento importantissimo in cui si tirano le fila della geopolitica mondiale e si fa il punto sui principali problemi che affliggono il pianeta.

I capi di Stato e di governo che interverranno al Vertice saranno scortati fino alla sala dove si terrà l'Assemblea. Le strade in cui passeranno le loro vetture saranno chiuse alla circolazione: le misure di sicurezza sono al massimo, dopo i fatti di sabato sera, uomini e mezzi delle forze di sicurezza sono tutti mobilitati.

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Emergenza terrorismo in primo piano

In primo piano c'è sicuramente l'emergenza terrorismo, che ormai è diventato un problema globale, visti gli attacchi che hanno interessato negli ultimi mesi molti Paesi in tutto il mondo e hanno provocato moltissime vittime tra i civili innocenti. Gran parte della discussione sarà di certo riservata alla spinosa questione di come risolvere in fretta il problema della guerra in Siria, che ormai dura da cinque anni ed è diventata una lotta di tutti contro tutti perché, anche all'interno della coalizione internazionale che dovrebbe combattere i terroristi del sedicente Stato islamico, si sono create profonde divisioni e spaccature.

Gli attacchi di questa estate in Francia e Germania e i fatti degli ultimi giorni negli Stati Uniti hanno portato prepotentemente in primo piano la questione terrorismo e tutti si aspettano che i leader mondiali prendano delle decisioni che portino a significativi passi in avanti nella lotta contro il sedicente Califfato.

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Crisi migratoria e soluzioni concrete

Anche la crisi migratoria sta diventando insostenibile e si cercano soluzioni concrete per aiutare coloro che scappano dalle zone di guerra, da Paesi con gravi crisi e in preda a fame, carestie e violenze e allo stesso tempo rimpatriare i migranti economici, che non hanno diritto di asilo.

Tra i moltissimi che sono accampati nei grandi campi profughi sovraffollati in cui manca tutto e le condizioni igieniche sono disastrose, le speranze di una soluzione sono ridotte al lumicino e c'è chi pensa che anche questa volta non ci saranno miglioramenti nella loro condizione. In molti sperano di potere finalmente tornare a casa, ma ormai prevale la rassegnazione.

Oggi, i capi di Stato e di governo dovrebbero varare una Dichiarazione di intenti che conterrà una lunghissima serie di principi generali e di impegni per la gestione dell’emergenza. Martedì Obama ospiterà un incontro per incrementare i fondi umanitari e sensibilizzare i Paesi più riottosi ad ospitare i migranti.

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Il Premier Matteo Renzi continuerà la sua battaglia per fare approvare il Migration Compact, vale a dire un sistema di quote per distribuire i migranti in vari Paesi, dopo che la riunione dell'Unione Europea a Bratislava si è conclusa in malo modo per forti divergenze con i governi di Francia e Germania.

Un percorso ad ostacoli

Accontentare tutti sarà di certo un percorso ad ostacoli perché le divergenze tra i vari Stati partecipanti sono ancora tantissime e in alcuni casi le idee sono così diverse che sembra quasi impossibile che si riesca nel breve tempo del summit a trovare una posizione condivisa. Si spera che almeno questa sia la volta buona per trovare soluzioni pacifiche ai principali problemi del pianeta. #Esteri