Tutto è bene quel che finisce bene. Dopo mesi di tira e molla, dubbi, pressioni politiche e attacchi mediatici, oggi è finalmente arrivato il grande giorno del No di Virginia Raggi, del M5S e del Comune di Roma alle #Olimpiadi del 2024. Dove quel ‘finalmente’ è riferito ai sentimenti di tutti gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori del M5S romano che, tra le altre cose (vedi Mafia Capitale, rifiuti e viabilità), hanno deciso di votare la grillina Raggi proprio per mettere il veto all’organizzazione dei Giochi. Il no a Roma2024 arriva, non a caso, a pochi giorni dall’apertura della terza edizione di #Italia5Stelle, la festa nazionale del M5S che quest’anno si terrà al Foro Italico di Palermo il 24 e 25 settembre.

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Evento che rappresenta la linea del Piave per Virginia e il suo staff, obbligati da Beppe Grillo in persona a dare un calcio alle Olimpiadi di #Roma2024 prima del fine settimana.

L’incontro Raggi-Malagò

Il menu della giornata di oggi prevede un incontro ufficiale tra la prima cittadina della Capitale e il presidente del Coni Giovanni Malagò, già soprannominato argutamente da qualcuno ‘Megalò’ a causa delle sue aspirazioni di grandeur anche sul tema Olimpiadi a Roma. Un faccia a faccia quasi superfluo, fissato solo per garbo istituzionale perché il No a Roma2024 è ormai una decisione irrevocabile che la sindaca comunicherà durante la successiva conferenza stampa. Risale alla serata di ieri, infatti, il tentativo disperato del Comitato Olimpico nazionale di convincere i riottosi grillini della bontà della scelta di una candidatura olimpica.

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L’arduo compito è toccato a Diana Bianchedi, l’ex schermitrice divenuta coordinatrice del Comitato Roma2024. Come da pronostico, però, tutto si è risolto in un buco nell’acqua per i paladini dei Cinque Cerchi. Sono tre le ragioni principali del diniego grillino alle Olimpiadi romane. La prima è il contenuto del libro I costi delle Olimpiadi di Pietro Mennea, lo storico eroe dell’atletica italiana scomparso nel 2012. Secondo Mennea, e secondo i 5Stelle, la spesa per organizzare Roma2024 sarebbe insostenibile. La seconda ragione del No si basa su uno studio dell’università inglese di Oxford che dimostra la lievitazione esponenziale del budget olimpico. L’ultima ragione, infine, è un dossier preparato dal Campidoglio in cui vengono elencate tutte le opere incompiute, sportive e non, che deturpano Roma.

Verso Italia5Stelle

Il no a Roma2024 segna di fatto la pace tra Virginia Raggi e Beppe Grillo. Il guru del Movimento, infatti, ha rinnovato più volte la fiducia all’amministrazione capitolina nonostante i pasticci (vedi la nomina degli assessori) combinati negli ultimi tempi.

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Fiducia si, ma ad una sola condizione: dire no alle Olimpiadi di Roma2024 prima della festa nazionale Italia5Stelle del prossimo fine settimana. Dopo Roma e Imola, quest’anno toccherà a Palermo ospitare l’happening grillino. Gli organizzatori prevedono un boom (come quello che Giorgio Napolitano non riusciva a sentire) di presenze, forse 100.000 persone.