Si è svolto nella serata di giovedì 15 settembre alla Festa de l'Unità di Bologna l'attesissimo dibattito sulla riforma costituzionale fra il premier #Matteo Renzi e il presidente nazionale dell'ANPI Carlo Smuraglia che hanno dibattuto rispettivamente le ragioni del SI e del No al prossimo referendum. Una serata che ha visto la partecipazione di oltre tremila persone fra il pubblico. Ma che ha lasciato anche parecchi strascichi polemici in merito alla gestione dell'ordine pubblico.

"La Digos ci ha chiesto i documenti, perquisiti e sequestrato dei volantini"

Sono infatti decine e decine le persone che, in tarda serata, hanno affidato ai social network le proprie lamentele sul trattamento ricevuto prima di entrare alla Festa, con richieste di documenti e perquisizioni di parte delle autorità e in alcuni casi il "sequestro" di volantini di propaganda politica.

Pubblicità
Pubblicità

Vediamo alcune dichiarazioni di persone presenti.

Francesco (omettiamo il cognome), giovane attivista per il NO, su Facebook ha scritto: "Ho avuto la malsana idea di andare alla "Festa dell'Unità" di Bologna. Giunto all'ingresso sono stato seguito, circondato a bloccato dalla Digos. Mi hanno chiesto i documenti e perquisito. Non contenti si sono precipitati a sequestrare a un amico che stava con me dei volantini contro il #referendum costituzionale. Dopo mezz'ora ci hanno permesso entrare. (...) Come se non bastasse qualche minuto dopo sono stato perquisito una seconda volta dalle forze dell'ordine, che mi hanno persino chiesto di togliermi la maglietta per vedere se nascondevo qualcosa."

Gli fa eco Claudia (omettiamo il cognome), anche lei attivista politica di sinistra, che sempre su Facebook scrive: "Stasera ho scoperto che se sei contro le politiche del governo, ti è impedito di andare ad ascoltare il presidente del consiglio del tuo paese".

Pubblicità

E poi fra i commenti aggiunge: "Alla festa dell' Unità mi hanno identificato e impedito di entrare per ore. Sono poi entrata all'ultimo grazie all'Anpi".

Anche un consigliere comunale di Bologna, Federico Martelloni, della lista di sinistra "Coalizione civica" ha scritto sul proprio profilo: "Gad Lerner ha giustamente ricordato che ieri notte e' morto un lavoratore, ucciso da un camion mentre faceva un picchetto a difesa dei suoi diritti. Avremmo alzato con piacere i nostri fogli A4 con la semplice scritta FONDATA SUL LAVORO - GIUSTIZIA PER ABD ELSALAM, se non me li avessero sequestrati all'ingresso prendendo le mie generalità".

La rete ACT (Agire Costruire Trasformare) ha scritto sulla propria pagina ufficiale: "Seguiti, circondati e fermati dalla digos mentre entravamo alla festa dell'Unità di Bologna. Ci hanno chiesto i documenti, perquisito gli zaini e sequestrato dei volantini sul referendum. Dopo circa mezz'ora ci hanno permesso di entrare, senza i volantini. Alla nostra richiesta di distribuirli all'esterno ci hanno detto che in quel caso gli sarebbe toccato di fermarci nuovamente".

Numerose altre persone, senza alcun ruolo politico o tessera di alcun tipo e in alcuni casi anche simpatizzanti del PD, hanno dichiarato di essere stati perquisiti all'ingresso, lamentando una gestione dell'ordine pubblico che difficilmente si vede fuori da una festa politica che per antonomasia è aperta liberamente a tutti.

Pubblicità

#Pd