Ancora non si sa quando si voterà, (forse ad ottobre, forse  nel mese di dicembre), ad ogni modo è molto probabile che ancora non siano in molti ad aver capito a  che a cosa dovranno dire "si" oppure "no". Si vota per la #riforma Boschi-Renzi, così come è noto che ci si esprime per una modifica della carta costituzionale; si parla di "#referendum costituzionale" appunto. Ma cosa voteremo effettivamente?

Quale sarà la questione su cui i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi?

Innanzitutto chiariamo che si tratta di referendum costituzionale (previsto dall'art. 138 Cost.) e non abrogativo, pertanto sarà ritenuto valido anche qualora non si raggiungesse il quorum (dato dal 50%+1 di voti validi sul totale degli aventi diritto di voto). 

Le questioni su cui siamo chiamati ad esprimerci sono tante, e ciò potrebbe essere fuorviante poichè si può essere anche solo in parte concordi con alcuni aspetti della riforma e contrari ad altri; ma il referendum non propone vie di mezzo: si può votare o sì o no.

Pubblicità
Pubblicità

Dunque cerchiamo di ripercorrere quelle che sono le proposte della riforma al fine di poter, si spera, prendere una posizione in merito.

La riforma Boschi-Renzi propone:

  • Innanzitutto una modifica del senato, ponendo fine al famoso "bicameralismo perfetto", mantenuto tra i paesi europei solo in Italia. Oggi le leggi, sia ordinarie che costituzionali, prima di essere approvate devono passare attraverso entrambe le camere; allo stesso modo sia Senatori che deputati devono dare la fiducia al Governo. Votando si cambieranno un po' di cose: la camera dei deputati sarà l'unica ad avere il potere di fare tutto ciò, oltre ad essere l'unico organo eletto direttamente dai cittadini a suffragio universale; il Senato invece diventerà un "senato delle regioni", e sarà composto da 100 senatori (non più 315), 95 dei quali scelti dalle autonomie regionali (21 sindaci e 74 consiglieri, almeno due per regione), e gli altri 5 saranno senatori nominati dal Presidente della #Repubblica. Il Senato potrà esprimere pareri o proporre modifiche, che la camera sarà libera anche di non accettare.
  • Alle elezioni del Presidente della Repubblica non parteciperanno più delegati delle regioni, ma solamente le camere in seduta comune.
  • Votando a favore della riforma il Cnel sarà abolito. Si tratta di un organo previsto dalla Costituzione, con una funzione ausiliaria e consultiva sulle leggi dell'economia e del lavoro. Per la Costituzione il Cnel ha anche potere di iniziativa legislativa sempre in materia economica.

  • Con la riforma si ha poi una modifica del titolo V della carta costituzionale: tornano di competenza esclusiva dello stato, eliminando la competenza delle regioni, l’ambiente, la gestione di trasporti e navigazione, quindi anche aeroporti e porti, la produzione e distribuzione dell’energia, e anche le politiche per l’occupazione, per la sicurezza sul lavoro, e l'ordinamento delle professioni.

  • Ultima tra le principali modifiche riguarda i "nostri" strumenti: le leggi di iniziativa popolare non richiederanno più 50 mila firme bensì 150 mila; per quanto riguarda il referendum abrogativo se la consultazione sarà richiesta da 800 mila cittadini, anzichè 500 mila, il quorum sarà ridotto (50%+1 dei votanti alle ultime elezioni politiche).