Il tanto discusso #referendum costituzionale ha finalmente un ''volto'' e una data. Il primo è ovviamente il quesito che sarà posto agli elettori. Il secondo è la data in cui questi ultimi saranno chiamati ad esprimersi. Data che non ricadrà il mese prossimo come si presumeva, bensì a dicembre. Il 4 dicembre per la precisione. Il Referendum costituzionale è così slittato di due mesi e in una data insolita, dato che in genere gli italiani sono chiamati a votare in primavera o più raramente nel primo periodo di autunno. Ma c'è chi gioca con il 4 dicembre, nella fattispecie, con i santi che saranno celebrati quel giorno. In barba al motto ''scherza con i Fanti e lascia stare i Santi''.

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Che Renzi abbia scelto il 4 dicembre per il suo cruciale Referendum costituzionale proprio alla luce di questi due Santi celebrati? Vediamo chi sono.

Referendum costituzionale si terrà il 4 dicembre, tra Santa Barbara e San Sola

Tra i vari santi, beati e testimoni che si celebrano il 4 dicembre, giorno come detto del Referendum costituzionale, ci sono San Giovanni Damasceno, ma, soprattutto Santa Barbara e San Suola. Perché questi ultimi due sarebbero significativi? Lo espone Libero. Santa Barbara, anzi, per meglio dire santabarbara, è anche il modo in cui viene definita una struttura o un fabbricato per la custodia di materiale esplosivo. Come ad esempio munizioni, esplosivi, micce detonanti e artifizi vari. Il tutto, sembrerebbe proprio una metafora del Partito democratico, che da qualche tempo ha tutti i connotati di una polveriera, che questo Referendum costituzionale voluto da Renzi potrebbe far esplodere definitivamente.

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Del resto, è noto come la cosiddetta minoranza dem sia contraria ad esso.

L'altro santo è San Suola, detto anche San Sola. Qui Libero va più sul pesante, affermando che ''effettivamente, per molti italiani più che odore di riforma c'è odore di fregatura''. Del resto, ciò che viene imputato a questo Referendum del 4 dicembre è che non ci sarà un vero risparmio per le casse dello Stato; che il Senato potrebbe trasformarsi in un coarcevo di non eletti in cerca di immunità parlamentare e con poteri decisori sulle riforme; che tra Stato e Regioni, con la riforma del Titolo V, potrebbero venirsi a creare varie situazioni di conflitto. Di contro, i sostenitori del Sì dicono ovviamente il contrario, parlando di una Riforma costituzionale che ammodernerà il Paese. Insomma, il dibattito è ancora aperto e lo sarà per più di due mesi ancora. Voi che idea vi siete fatti? #Matteo Renzi