Il forzista Renato Brunetta e il giornalista Vittorio Feltri sono arrivati ai ferri corti. Tutto è nato da un editoriale di Vittorio Feltri su 'Libero', in cui accusava la visione politica di Brunetta, soffermandosi poi sul progetto di Stefano Parisi di creare un nuovo polo moderato che raccolga gran parte delle forze di centrodestra. 

La replica piccata di Brunetta

Il 'casum belli' è proprio quell'editoriale scritto da Vittorio Feltri su Libero. Il giornalista ha definito l'attuale gruppo dirigente come un gruppo di  'falliti'. Il motivo? Secondo Feltri l'atteggiamento di molti esponenti di #Forza Italia metterà in ginocchio il partito.

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L'editoriale di Feltri e il termine 'falliti' sono stati oggetto di molti dibattiti nelle ultime ore ed hanno fatto indignare Renato Brunetta, che non ha tardato a replicare. Il capogruppo alla Camera per Forza Italia ha voluto precisare che il partito è molto unito e il fatto che personaggi come Feltri riservino al gruppo dirigente di Forza Italia parole forti come 'falliti' è chiara testimonianza che il centrodestra compatto mette timore. Brunetta ha anche aggiunto che i giornali cercano di 'scompattare' Forza Italia in ogni modo, ma non ci riusciranno mai. 

Controreplica di Libero: editoriale a firma di Francesco Specchia

Feltri e Libero, restano fermi sulla loro convinzione e, dopo la replica piccata di Brunetta, sono passati al contrattacco con un altro editoriale al vetriolo, stavolta firmato da Francesco Specchia e intitolato 'Renato Brunetta è solo un fallito'.

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Nel lungo articolo Brunetta viene paragonato al nevrotico Louis De Funes nelle pellicole degli anni '70. Renato, insomma, non sarebbe come la Santanché o Toti, che si fanno spesso domande, ma sarebbe uno che mira solo a contrastare sempre e comunque il premier Renzi. Non finisce qui. Specchia ha evidenziato che gli unici ad irritarsi dovrebbero essere gli elettori di Brunetta, uomo controcorrente che sarebbe disposto anche a reintrodurre l'Imu in Italia pur di osteggiare Renzi. Insomma, Brunetta sarebbe solo uno dei tanti 'falliti' per la sua scarsa capacità di coordinare e presentare programmi politici validi.