Nel corso della trasmissione "Otto e mezzo" su La7 questo Giovedì 22 settembre è intervenuto il presidente del Consiglio dei Ministri #Matteo Renzi, il quale incalzato dalle domande di Lilli Gruber e Marco Travaglio, ha parlato di temi del #Lavoro, di crescita economica e di #referendum costituzionale. Vediamo che cosa ha detto.

"Su immigrazione e terremoto l'Europa non può prendere in giro l'Italia"

Sono nati 585.000 posti di lavoro per il 70% a tempo indeterminato dal momento in cui entra in vigore il Jobs Act. Il 2015 è andato meglio del 2014.Il lavoro non è triennale, è indeterminato. Per tre anni sono gli incentivi, ma il lavoro rimane.Nel 2016 ci sono stati meno contratti siglati rispetto al 2015, è vero, ma si tratta di un aumento minore non invece di una diminuzione.Con Monti il PIL era al -2,3%, con Letta al -1,9%, noi abbiamo riportato la crescita fra 0 e 1%. Dati che non ci bastano.Nel 2017 andrà meglio del 2016, che è andato meglio del 2015. Dare incentivi a chi investe nel lavoro, con industria 4.0 e con grandi investimenti nel sud, che cresce più del nord. Noi rispetteremo dei Patti europei, anche quelli che non condiviso e che vennero presi anni fa da altri, votati a suo tempo da un fronte che andava da Brunetta fino a Fassina. Essi firmarono per l'Italia delle regole capestro. Ma l'Europa non ci può prendere in giro su immigrazione e terremoto. Tutto ciò che servirà per questo per me è prioritario e sarà fuori dal Patto di Stabilità. L'ho detto nei giorni scorsi anche a Juncker. Per rimettere in piedi le scuole dopo i terremoti sono pronto a farmi bacchettare dall'Europa, ma non credo che avverrà.

"Ho sbagliato a personalizzare su referendum. Se vince NO ci saranno più parlamentari con l'immunità"

Alla domanda di Lilli Gruber se crede di avere sbagliato a personalizzare la campagna sul referendum Renzi ha detto: "Sì, ammetto di aver sbagliato. Volevo dare un messaggio di serietà, ma dal momento in cui invece che parlare del quesito si sono messi a parlare di me, ho preferito mettermi da parte. La riforma è più importante della mia carriera politica. Continuo a essere convinto che l'Italicum sia un'ottima legge elettorale, ma mi è stato detto di toglierla dal campo per fare un altro dibattito sul referendum. Noi riduciamo il numero dei parlamentari, i senatori saranno amministratori locali come avviene in Francia e in Germania. Non è vero che non sono eletti, perché comunque i sindaci delle grandi città hanno un mandato dei cittadini e già ora vanno spesso a Roma per discutere. Il nuovo Senato non darà più fiducia al Governo e ciò garantisce stabilità. Oggi l'immunità parlamentare in Italia ce l'hanno 945 politici, con il Sì diventeranno solo 730, mentre con il No rimangono 945. Togliere l'immunità oggi lo fa solo la Turchia ed è un errore; essa storicamente ha avuto una funzione importante anche se a volte è diventata un modo per nascondersi. Ecco, io non ho immunità parlamentare, non ho il vitalizio e in 12 anni non ho avuto un avviso di garanzia, mentre il deputato 5 Stelle Sibilia usa l'immunità. Ma ripeto, con il No ci saranno più parlamentari con l'immunità che con il Sì. Quindi chi vuole ridurla davvero voti Sì. Il 26 settembre decidiamo ufficialmente la data del voto, possibile che sia fra fine novembre e inizio dicembre."