Riforma costituzionale e nuova legge elettorale. Sono questi i temi più importanti dell’attuale panorama politico italiano. Il governo porta avanti un progetto di riforme che le opposizioni non condividono. Renzi ha ribadito di essere disponibile al dialogo, invitando a fare proposte alternative, che però non si stanno concretizzando.

Intanto, entro fine anno si voterà e l’#italia potrebbe cambiare in modo più che significativo, per la prima volta dalla nascita della Repubblica. Non trattandosi di un referendum abrogativo, perché il progetto di riforma diventi effettivo non occorrerà il raggiungimento del quorum, basterà la maggioranza dei votanti.

Pubblicità
Pubblicità

Cosa dice la riforma costituzionale

La fine del Senato. Il Senato si trasforma in Senato delle Regioni e di queste ultime assume il ruolo di portavoce. I componenti passano dagli attuali 315 a 100 e non sono più eletti dai cittadini: 95 sono scelti dai consigli regionali con metodo proporzionale, i restanti 5 sono nominati dal presidente della Repubblica. Al Senato rimane la facoltà di proporre emendamenti ai disegni di legge, ma la Camera non è tenuta ad accoglierli. Solo per alcune specifiche materie è mantenuto il bicameralismo paritario (ad esempio i trattati Ue).

Il presidente della Repubblica. L’elezione del presidente spetta alle camere in seduta comune (senza più i delegati regionali), con soglia di maggioranza fissata a due terzi fino al quarto scrutinio, poi tre quinti.

Addio al Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro.

Pubblicità

il CNEL è allo stato attuale composto da 64 consiglieri, ha facoltà di proporre disegni di legge alle camere e svolge funzione consultiva in materia di lavoro di economia. Con la riforma il CNEL sparisce. 

Più poteri allo Stato. Le Regioni perdono la competenza in alcune materie come l'ambiente, la gestione di reti di trasporto, l'energia e la politica del lavoro. In questi settori lo Stato assume competenza esclusiva.

Nuovo quorum per i referendum. Per proporre un referendum serviranno 150 mila firme (ora sono 50 mila). Nel caso dei referendum abrogativi, se le firme raccolte sono meno di 800 mila, il quorum rimane l’attuale, cioè il 50% più uno degli elettori. Oltre le 800 mila firme, il quorum diventa il 50% più uno dei votanti alle più recenti elezioni politiche.

La nuova legge elettorale: l’Italicum

L’Italicum è una legge di tipo proporzionale con premio di maggioranza. Al primo turno di votazione, chi raggiunge il 40% dei voti ha diritto a 340 seggi su 630. Se nessuno raggiunge tale percentuale, si effettua un secondo turno fra i partiti più votati.

Pubblicità

I partiti che perdono si spartiscono i 290 seggi sulla base delle percentuali raggiunte. Chi non arriva al 3% non ha diritto ad alcun seggio.

I partiti o le coalizioni si presentano in 100 collegi con una lista di 6 o 7 candidati, per i quali si esprime il voto mediante preferenza, con la sola eccezione del capolista, eletto in automatico in caso di vittoria.

All’atto del voto si possono esprimere due preferenze, ma occorre che siano relative a candidati di sesso diverso. A tale scopo, le liste devono essere composte alternando donne e uomini. I capilista di uno stesso sesso non possono essere più del 60% del totale. Si dà facoltà ad uno stesso candidato di presentarsi in più liste, fino ad un massimo di 10.

Essendo l'Italicum una legge elettorale che tratta la sola elezione dei componenti della Camera, la sua definitiva entrata in vigore è legata al destino del progetto di riforma costituzionale che prevede l'abolizione del Senato elettivo. A breve (ai primi di ottobre) dovrebbe arrivare il parere della Corte Costituzionale sull'ammissibilità dell'Italicum, altro fondamentale tassello nel quadro complessivo del progetto di riforma.  #referendum costituzionale