"È la passione, l'ossessione della tua diversità / che al momento dove è andata non si sa", commentava un tempo Giorgio Gaber a proposito delle chimeriche differenze Destra-Sinistra nella canzone omonima.

A distanza di anni dall'uscita di quell'inno a una forma garbata di anarchia, non elogiare le doti visionarie del grande Cantautore sarebbe quantomeno irrispettoso. Perché se anche i soggetti della contesa non sono più propriamente Destra e Sinistra, la guerra "all'ultimo consenso" incalza ora più di allora.

I versi imputati, in questo caso, sono una chiara allusione alla campagna dei detrattori della Raggi [VIDEO] e del suo MoVimento.

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In particolare, giornali e telegiornali hanno rimproverato alla Sindaca il suo essersi autoproclamata "distante" da ogni condizionamento della malapolitica, cogliendo poi la palla al balzo al subentrare del caso Muraro. Nel loro accanimento, i media hanno tentato di rivendicare l'appartenenza del MoVimento a quella corrente politica per convenzione propria di tutti gli altri i partiti. In soldoni: "Loro sono come noi". Di seguito una breve trattazione in cifre degli influssi sulle intenzioni di voto, il confronto PD-M5S.

Sondaggi politici, è contesa tra le maggiori forze politiche italiane

Stando agli ultimi sondaggi resi noti da Demos, il Partito Democratico è protagonista di una crescita che, seppur di entità quasi trascurabile, ha fatto registrare il controsorpasso sul MoVimento 5 Stelle.

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Si può dire che la bufera su #Roma abbia contribuito a rafforzare gli altri partiti PD in particolare. Nei sondaggi di Eumetra Monterosa per il Giornale, i pentastellati sono subito dietro al partito di Renzi con il 28,8% delle preferenze. Lo scarto coi dem è di tre punti in tutto (32,1%), dato che si fa interessante se rapportato a quello degli scorsi #Sondaggi politici.

Alla domanda diretta sul partito che gli italiani voterebbero alla data odierna, è inevitabile rispondere che tra PD e M5S sarebbe duello agguerritissimo. Per il 47% degli intervistati, una plausibile vittoria dei grilini non avrebbe grandi inflessioni sul piano del quotidiano, mentre un 25% la vedrebbe in positivo e il restante 28% li giudicherebbe "non abbastanza maturi per governare".

Nonostante il relativo vantaggio, non se la passano meglio i democratici, reduci dalle scorribande interne pre-referendum: galeotta fu la promessa di dimissioni del Premier, che gli oppositori aspettano mantenga in caso di vittoria del "no". Per ulteriori aggiornamenti, clicca sul tasto "Segui" accanto alla firma. #referendum costituzionale