L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale pugliese, presieduto dal Consigliere del PD Mario Loizzo, lo scorso 13 settembre ha votato all'unanimità il taglio dell'Irpef sui #vitalizi degli ex consiglieri regionali.

Con questa operazione sarà sottoposto all'imposta sui redditi solo l'84,26% della somma che gli ex consiglieri percepiscono. In pratica, oltre il 15% del vitalizio non verrà tassato e con ciò gli appartenenti a questa fortunata categoria risparmieranno tra i 700 e gli 800 euro al mese, già a partire da ottobre.

Cosa cambia per le casse regionali?

Non cambierà nulla per le casse regionali, in quanto il costo andrà a gravare sulle casse dell'erario.

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Attualmente la Regione spende circa 15 milioni di euro all'anno per mantenere 206 ex consiglieri regionali. In caso di morte dell'ex consigliere, il vitalizio continua ad essere percepito dal coniuge. La delibera (numero 61/2016) è stata approvata con i voti di maggioranza e opposizione (con esclusione del Movimento 5 Stelle, che non ha rappresentanti all'interno dell'Ufficio di presidenza). La decisione si basa su una pronuncia dell’Agenzia delle Entrate, secondo la quale dal 2012 ci sarebbe stata una doppia imposizione sui vitalizi, conseguente agli effetti della legge regionale n. 34 del 2012 (sulla riduzione dei costi della politica), che tra le altre cose prevede l'abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali a partire dal 2013, fatti salvi i diritti maturati fino a quel momento.

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Basandosi sulla pronuncia dell'Agenzia delle Entrate, i componenti dell'Ufficio di presidenza giustificano la decisione come “atto dovuto”. L'intervento dell'Agenzia era stato richiesto a marzo dai consiglieri del Lazio affinché verificasse la regolarità della tassazione. I consiglieri pugliesi hanno seguito l'esempio dei colleghi laziali, ma più che atto dovuto, si tratterebbe di una scelta politica, o di casta. Infatti non tutti hanno seguito questa strada. I consiglieri del Friuli Venezia Giulia, ad esempio, si sono distinti, decidendo di tassare l'intero assegno vitalizio degli ex consiglieri.

Dulcis in fundo, la decisione dei consiglieri pugliesi potrebbe avere effetti retroattivi e questo aprirebbe la strada alla possibilità per i percettori di vitalizio di recuperare le somme versate in più dal 2013 ad oggi. Si preannunciano, quindi, una valanga di ricorsi. Il gruppo regionale del M5S ha diramato un comunicato stampa per dissociarsi dalla decisione e per rilanciare la necessità di abolire del tutto i vitalizi.

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All’enorme danno per i cittadini pugliesi, costretti a pagare - si legge nella nota - ogni anno 15 milioni di euro di vitalizi, si è aggiunta la beffa a firma dei cinque membri dell’ufficio di presidenza. Semplicemente non avremmo mai permesso una “porcata” del genere".

I consiglieri pentastellati tornano a chiedere al Governatore Emiliano di appoggiare la loro richiesta di calendarizzare la proposta di legge del M5S di abolizione dei vitalizi, facendo leva su quanto affermato dallo stesso Emiliano in campagna elettorale. Questa proposta è stata presentata a maggio e prevede la sostituzione dei vitalizi con pensioni ricalcolate secondo il metodo contributivo.

Con quella proposta eliminando un privilegio a 206 ex consiglieri regionali - continuano i grillini - potremmo dare un reddito di cittadinanza a ben 4668 famiglie pugliesi in difficoltà”.

Infine, con una riflessione sarcastica, gli esponenti del M5S, si chiedono come mai per calendarizzare la loro proposta occorra “attendere tempi biblici”, mentre per detassare le pensioni d’orobastano i voti di cinque persone rinchiuse in ufficio di presidenza. “Questa volta - concludono - si è davvero toccato il fondo.” #puglia