Il 4 dicembre il Governo Renzi ha indetto un #referendum costituzionale. Indipendentemente dai sì o dai no, ecco perché bisognerebbe andare a votare.

1) Il referendum costituzionale è senza quorum

Negli ultimi anni siamo stati abituati a campagne referendarie dove una coalizione politica spinge i cittadini a disertare le urne. In questa occasione siamo davanti un referendum sprovvisto di quorum. Per assurdo, anche solo 3 italiani che si recano alle urne possono determinare l'esito del referendum.

2) Dal 1948 a oggi, nessuna modifica è stata così radicale

La #Costituzione italiana è entrata in vigore il 1 gennaio del 1948, formata da 139 articoli più le disposizioni transitorie e finali.

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Questa modifica cambia più di 40 articoli e si presenta come la riforma più radicale della nostra costituzione.

3) Il Referendum è uno dei pochi istituti di democrazia diretta

In un momento storico dove la rete viene presentata come la nuova frontiera della democrazia "dal basso", il referendum rimane il fondamentale strumento di democrazia diretta che permette a ogni singolo cittadino di esprimersi su delle tematiche specifiche.

4) Per giocare bene serve conoscere le regole del gioco

Qualsiasi giocatore che vuole avere la speranza di vincere almeno una partita, deve conoscere le regole del gioco a cui si appresta a giocare. Per avere delle buone probabilità di essere un campione non è ammessa l'ignoranza delle regole base. La costituzione è senza ombra di dubbio la carta fondamentale del nostro paese e snocciola i diritti e i doveri di cui siamo titolari in quanto cittadini italiani.

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Queste regole possono piacerci o non piacerci. In qualsiasi caso, non possono essere regole sconosciute.

5) Un motivo valido per ripassare le regole del gioco 

Il referendum costituzionale è una buona occasione per ripassare la nostra costituzione. Confrontare la carta attualmente in vigore e fare un raffronto con le modifiche oggetto della discussione, può essere il modo migliore per farsi un'opinione sul tema. Non basta sentire l'opinione dei politici o dei costituzionalisti. Prendere in mano la costituzione è il primo passo per capire la differenza tra essere sudditi e cittadini con dei diritti civili, politici e sociali.