Lei nasce Hillary Rodham a Chicago, USA, il 26 ottobre 1947, lui nasce Kim Schmitz a Kiel, Repubblica Federale Tedesca, il 21 gennaio 1974. Si incontrano su Internet quando lei ormai fa Clinton di cognome ed è segretario di Stato e lui fa Dotcom ed è uno dei più acclamati e ricchi imprenditori di Internet con un passato da hacker. Il sito che ne unisce i destini non è un sito di incontri, ma l'ormai defunto Megaupload - file sharing - e la loro non è una storia d'amore ma un storia di odio; un odio viscerale, ormai.

Tutti conoscono Hillary Clinton, un po' meno Kim Dotcom: lui è un personaggio "larger than life" come dicono gli americani, più largo della vita, perché ciò che lo riguarda è tutto fuori misura;il fisico: 202 cm di altezza e un peso abbondantemente oltre il quintale; ma sopratutto l'ego è ipertrofico e lui non fa niente per nasconderlo, a cominciare dal cognome che ha adottato, per continuare con la sua passione per i mega yacht e per le mega mansioni, tanto che il castello in cui vive ora agli arresti domiciliari è la proprietà immobiliare più cara della Nuova Zelanda.

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Hillary Clinton Vs. Kim Dotcom, scontro tra titani

Il giorno in cui diventarono nemici per sempre è il 19 gennaio 2012 quando le teste di cuoio neozelandesi, imboccate e seguite da vicino dall'FBI, come si dimostrò in seguito, fecero irruzione, con tanto di elicotteri, nella lussuosa dimora in cui viveva insieme ai cinque figli con un blitz degno della cattura di un pericoloso terrorista e con un mandato di arresto di cui è stata contestata la legittimità. L'accusa, sostenuta con veemenza dall'allora Segretario di Stato USA #hillary clinton: il sito Megaupload - allora tra i più popolari con 50 milioni di visitatori al giorno -  aveva violato le leggi sul copyright e per questo fu chiuso lo stesso giorno; poi si aggiunse l'accusa di riciclaggio di denaro, quando gli USA ne chiesero l'estradizione per sottoporlo ad un processo in cui Dotcom rischia fino a 50 anni di carcere.

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Lui naturalmente si è difeso da par suo, e si può dire che i giudici neozelandesi gli hanno dato ragione un po' su tutto fino ad oggi, tant'è che si è persino meritato le scuse ufficiali dell'ex premier e una sentenza dell'alta corte che ha dichiarato il blitz prematuro e viziato da un errore di procedura. Ma soprattutto la sua difesa nel merito è che lui non era al corrente del fatto che il sito fosse usato per condividere materiale protetto da copyright (film, musica ecc) dal momento che Megaupload si limitava ad offrire, primo nel suo genere, uno spazio virtuale - oggi si chiama nuvola - dove gli utenti potevano conservare i loro file. Ma non sono dello stesso avviso gli americani, che lo accusano anzi di aver incoraggiato regolarmente - con tanto di bonus premio - la condivisione illegale di file protetti da copyright.

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La situazione non è ancora definita, e Dotcom è in attesa di sapere se la richiesta di estradizione verrà una volta per tutte archiviata oppure no.

Hillary Clinton: esisterebbero e-mail compromettenti

Nel frattempo sono passati anni e la sua acerrima nemica, oltre ad essere candidata alla presidenza, ha avuto anche lei le sue gatte da pelare, non ultima la rogna delle mail top secret passate sul suo mail server privato per cui si è beccata una tiratina d'orecchi da parte dell'FBI. Però, sempre a detta dell'FBI, nessun contenuto di queste mail era compromettente. Non è dello stesso avviso Kim Dotcom, che ritiene, insieme ad altri, che l'FBI abbia insabbiato le mail compromettenti della Clinton e, ancor più importante, sostiene di sapere dove si trovino e come entrarne - legalmente - in possesso. Poi insinua che le abbia Wikileaks, e insomma sta sparando nelle ultime ore una serie di tweet che se non suonano come una minaccia quantomeno suonano come un avvertimento per la Clinton.

#Elezioni USA #Esteri