Nuovo aggiornamento su #amnistia e #indulto 2016, con le ultime notizie aggiornate ad oggi, lunedì 17 ottobre. Si avvicina a grandi passi la marcia del 6 novembre dedicata a Marco Pannella e Papa Francesco. La lista delle adesioni diventa sempre più ampia. Come comunicato nel corso della trasmissione radiofonica Radio Carcere condotta da Riccardo Arena, è arrivata la conferma da parte di Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera dei Deputati, della Camera Penale di Napoli, della Comunità di Sant'Egidio e della direttrice del carcere di Asti.  

La situazione 

Alla marcia del 6 novembre per amnistia e indulto indetta dal partito dei Radicali Italiani continuano ad aggiungersi prestigiose figure che hanno fatto la storia della recente politica italiana e non.

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Il riferimento diretto è a Fausto Bertinotti, intervenuto la settimana scorsa alla trasmissione radiofonica Radio Carcere di Riccardo Arena. L'ex numero uno della Camera ha espresso il proprio appoggio all'iniziativa dei Radicali, i quali continuano a battersi per i provvedimenti citati in precedenza, gli stessi che Marco Pannella aveva a cuore.  

Negli ultimi giorni, come testimoniano i video caricati sul sito radioradicale.it, sono state raccolte le dichiarazioni di Giuseppe Lauricella, parlamentare del Partito democratico alla Camera dei Deputati, e Pia Elda Locatelli, deputato appartenente a Misto – PSI (Partito Socialista Italiano) – PLI (Liberali per l'Italia). Entrambi si sono espressi sull'imminente marcia promossa dai Radicali per sensibilizzare l'opinione pubblica e la classe politica sui temi quali sovraffollamento delle carceri italiane, amnistia e indulto.  

Un nostro approfondimento di qualche giorno fa aveva riportato alla luce la discussione sul referendum costituzionale e su come un eventuale Sì potesse andare a modificare o meno l'eventuale votazione di amnistia e indulto.

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A riguardo, anche il Corriere ha proposto un breve riepilogo, sottolineando come a votare per questi provvedimenti sarà, se vincerà il Sì, la sola Camera dei Deputati, attraverso una legge varata a maggioranza dei due terzi. Se vincerà il No tutto rimarrà come oggi, vale a dire sarà obbligatorio anche il voto favorevole dell'altro ramo del Parlamento, il Senato.