#Cornelius Noon, professore presso la Trans Allegheny University di Weston, nello stato americano della West Virginia, viene presentato da Stefano Benni come il “nuovo genio maledetto della filosofia politica”. Lo scrittore italiano (divenuto famoso grazie a romanzi come ‘La compagnia dei celestini’ e ‘La bottiglia magica’), ha intervistato l’istrionico professore sul Fatto Quotidiano per discutere della sua prima fatica editoriale, #Pluricracy, un libro che, già alla sua prima edizione stampata in poche copie da una semi sconosciuta casa editrice (la Hydra Press), sta facendo discutere il mondo accademico. La tesi di fondo dello scritto di Noon, che presto i maggiori stampatori globali ripubblicheranno, è che “le democrazie non esistono più”, sostituite da una “nuova forma di occupazione del pianeta”, la pluricrazia.

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 Cos’è la pluricrazia?

Secondo Cornelius Noon, l’idea di democrazia è stata considerata una “forma politica migliore” rispetto, ad esempio, alla dittatura. Ma adesso questa “illusione è caduta” perché il concetto di “governo del popolo non ha più nessun riscontro nella realtà”. Incalzato da Benni, Noon specifica che l’esatta definizione di pluricrazia è quella di System of Pluricracies (SOP). E il SOP non sarebbe altro che “una forma di potere globale non eletta e non elettiva, con fini e mezzi diversi dalla democrazia”. Al posto del sistema politico creato dagli antichi greci, ora il mondo è governato dalla tecnocrazia, dalla plutocrazia finanziaria “più o meno mafiosa”, dalla teocrazia e da altri ‘mostri’ come la farmacocrazia e le ludocrazie. In pratica, sostiene Noon, i sudditi di queste nuove forme di esercizio del Potere non sono più i cittadini, ma “il consumatore, il cliente, il connesso, il degente, lo spettatore, il fanatico”, tutti in balia di “poteri folli” che “disprezzano la vecchia ratio del bene comune”.

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 Il controllo, dunque, continua il professore, non si esercita più nelle piazze, sostituite da banche dati, audience, sondaggi, call center e, soprattutto, dal web che, nell’idea nooniana, lungi dal rappresentare uno strumento democratico, è solo una “oligarchia che ha creato gli ultimi monarchi” come Steve Jobs.

 Il concetto di Stato-schermo

L’intervistatore Benni vira la discussione sul concetto di ‘Stato’, considerato da Noon soltanto come uno “schermo sul quale le pluricrazie proiettano la loro immagine in modo rassicurante”. Peccato che il suddetto Stato non abbia più “nessun contenuto”, perché tutto viene deciso dal SOP nel chiuso di stanze segrete. Per tenere buone le masse, l’importante è mantenere delle apparenze come il voto, la legge, l’esercito, i confini, la bandiera e, persino, la Nazionale di calcio, perché “rassicuranti”. Dunque, lo Stato si sarebbe ridotto al ruolo di uno “schermo su cui proiettare lamenti e rabbia, nell’illusione di essere considerati”.

 Quello mostrato da Cornelius Noon è un pessimismo quasi cosmico perché, a suo giudizio, “il progresso di tutti non esiste più, esiste soltanto il progressivo rafforzamento delle pluricrazie”.

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Innovativa anche l’idea del concetto di ‘guerra’ che non si combatte più tra Stati, ma tra petrolieri, produttori di armi, gruppi religiosi, servizi segreti deviati, aziende e imperi mafiosi. Per il pessimista Noon, infine, “le pluricrazie hanno vinto” sulla democrazia la cui “illusione” sarebbe finita il giorno dell’omicidio di John Lennon l’8 dicembre 1980. #Stefano Benni