Nella serata di venerdì 7 ottobre Massimo D'Alema è intervenuto a Livorno presso il circolo "La combutta" dove davanti a oltre cento persone ed ha parlato del prossimo #referendum costituzionale. Ecco le sue affermazioni principali.

"Riforma dannosa, sbagliata e pericolosa: si cerca solo il modo di investire il sovrano"

"Considero questa riforma dannosa, sbagliata e per certi versi pericolosa perché restringe gli spazi della partecipazione e dell'esercizio della sovranità popolare. E' una riforma che muove da un'idea delle democrazia basata sull'investitura, come se il problema fosse trovare un modo con cui il sovrano, che non è più il popolo, deve essere investito e garantire la governabilità del Paese. E' giusto voler avere Governi stabili ma la governabilità non può prescindere dalla partecipazione popolare e dal consenso dei cittadini, oltre che dal coinvolgimento dei corpi intermedi. Altrimenti diventa un'oligarchia con un uomo solo al comando o un ristretto gruppo, che non è neanche un partito ma un "cerchio magico". Questa tendenza è negativa. La riforma costituzionale va in questa direzione e quindi credo sia giusto votare No al referendum."

"La campagna del Sì vuol far credere che il grande riformatore unto dall'alto è il primo a riformare la Costituzione. Ma in 70 anni c'erano state 35 modifiche"

Poi ha proseguito: "La campagna del Sì martella in particolare sul tema che il Paese ha perso tempo e ha avuto una classe dirigente inerte che per 20 o 30 anni non ha fatto nulla, ma poi è comparso sulla scena finalmente il grande riformatore, evidentemente con una forma di unzione dall'alto: questi sono miracoli che non avvengono mai casualmente. Si potrebbe scherzare su questa auto-rappresentazione. Io invece voglio citare i fatti e ricordare che in 70 anni la #Costituzione italiana ha avuto ben 35 riforme seppur parziali, ovviamente nessuno si era sognato di riscriverla per 1/3. Quindi essa non è intoccabile e non è vero che sia mancata una volontà riformatrice. Ma non è detto che la parola "riforma" sia magica e necessariamente positiva, esistono anche riforme sbagliate. Il centrosinistra fece le riforma elettorale uninominale maggioritario, l'elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti delle Regioni sempre con una larga maggioranza; poi abbiamo modificato il Titolo V della Costituzione alla vigilia delle elezioni politiche del 2001 con il voto della sola maggioranza di Governo e io espressi già allora delle perplessità: Rutelli era convinto che avremmo danneggiato la Lega Nord e vinto le elezioni, ma si trattò di un errore. Poi vi fu la riforma di Berlusconi del novembre 2005 che superava il bicameralismo perfetto e riduceva il numero dei parlamentari, essa era molto simile a quella di oggi. La Riforma Renzi era già stata fatta da Berlusconi e noi ci opponemmo, chiedemmo il referendum popolare e la bocciammo." #Matteo Renzi