Ha avuto inizio il tour in Sardegna di Alessandro #di battista, parte della campagna per il "no" al referendum sulla riforma costituzionale promossa da #Matteo Renzi e da Maria Elena Boschi. Il Movimento 5 Stelle si è sempre detto contrario e, attraverso uno dei suoi maggiori esponenti, sta diffondendo la propria opinione quando mancano due mesi al voto.

Prima tappa sull'isola è stata Cagliari, dove Di Battista non le ha mandate a dire al Premier, con dichiarazioni molto pesanti. Ecco quanto affermato dal deputato di M5S: "Oggi Renzi è terrorizzato dal Movimento 5 Stelle, mente dentro il quesito del referendum. Ma noi non gliela vogliamo dare vinta.

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Anzi dirò di più: Renzi mi sta veramente sui coglioni". Il grillino, tra i personaggi più influenti di M5S, ha parlato dell'operato del Presidente del Consiglio in merito alla vicenda Rai e anche per quanto concerne il referendum sulla riforma costituzionale. Secondo Di Battista, sarebbe estremamente negativa per il nostro Paese l'approvazione della modifica alla Costituzione. 

Matteo Renzi e la Rai 

Proseguendo nel suo intervento a Cagliari, Di Battista ha dichiarato che Renzi avrebbe messo la Rai in mano a personaggi che lo appoggiano e che sono pronti a promuovere il "Sì" al referendum sulla riforma costituzionale."Io chiamarei i Tg della Rai Pd1, Pd2, Pd3. Peggio della corruzione c'è la corruzione intellettuale: se tu non ti allinei, perdi il tuo posto anche in televisione" ha aggiunto il deputato romano.

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"No" al referendum sulla riforma costituzionale

"Renzi è l'emblema dell'arroganza e della boria, del nulla mischiato al niente, è un prestanome osceno del grande capitalismo finanziario" ha affermato con forza Di Battista dal palco allestito in piazza San Cosimo a Cagliari. Il grillino, dunque, prosegue nella sua campagna per il "No" al referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre prossimo. Giunto in Sardegna, ha spiegato le sue ragioni e le sue idee circa l'operato del Premier, ricorrendo ad accuse dirette, senza alcun giro di parole. #referendum costituzionale