Un fine settimana fatto di incontri, dibattiti, ma anche musica, cinema, arte e sport, quello che si apre venerdì 14 ottobre nel suggestivo scenario della Città dell’Altra Economia, all’interno dell’ex mattatoio romano del quartiere Testaccio. La #Festa della Costituzione -così hanno deciso di chiamarla gli organizzatori membri del Comitato per il No al referendum costituzionale- si protrarrà fino a domenica 16, prefiggendosi come scopo principale quello di informare i cittadini sui rischi per la democrazia connessi all’approvazione della riforma costituzionale targata Boschi-Renzi-Verdini. Tra i tanti ospiti attesi a #Roma anche Maurizio Landini e Ignazio Marino.

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Le ragioni della Festa

Bisogna difendere a tutti i costi la Costituzione della Repubblica italiana, nata nel 1948 dopo la vittoria della Resistenza sul nazifascismo, da chi la vuole “deformare”. È questo, in sostanza, il messaggio lanciato da Alfiero Grandi, uno dei fondatori dei Comitato per il No al referendum, il quale augura "tanta vita alla Costituzione che tanti paesi ci invidiano". Ed è così che è nata l’idea di organizzare una Festa della Costituzione, presentata ufficialmente due giorni fa in parlamento e aperta al pubblico da domani.

 

Programma e ospiti

Fulcro della Festa della Costituzione saranno, naturalmente i  numerosi dibattiti a cui parteciperanno costituzionalisti, politici e giornalisti. La politica sarà rappresentata dal dissidente bersaniano del Pd Roberto Speranza, da un altro ex Dem come Stefano Fassina, da Sinistra Italiana e da alcuni fuoriusciti dal M5S.

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Una menzione particolare va al già citato Ignazio Marino. L’ex sindaco di Roma -con il dente ancora avvelenato contro i renziani e fresco di arruolamento nel fronte del No- parteciperà domenica 16, insieme al costituzionalista Massimo Villone, al secondo dibattito organizzato dalla rivista Left . Nel primo, quello di venerdì, a spiegare le ragioni del No e a parlare della gestione della Capitale ci saranno, tra gli altri, gli assessori della giunta M5S di Virginia Raggi, Paolo Berdini (Urbanistica) e Luca Bergamo (Cultura). #referendum costituzionale