In occasione della conferenza stampa per l'arrivo della sonda Schiaparelli su Marte, presso il Palazzo delle Esposizione a Roma, è intervenuta anche la ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini. La quale ha parlato di questo importante avvenimento, avvenuto anche con finanziamenti italiani (pari a circa 500 milioni su un totale di 1,5 miliardi), ecco le sue parole.

"In arrivo 1000 nuovi posti per giovani ricercatori"

"L'Italia conferma di essere una terra di grandissimi scienziati e soprattutto ci sono donne e uomini italiani che hanno dato il proprio grande contributo. Questo è il successo di tutta la filiera dell'economia dello spazio e della ricerca avanzata. La missione su Marte è stata fortemente voluta da parte nostra che fin da uno dei primi Consigli dei Ministri del Governo Renzi finanziò il progetto, assieme agli altri partner europei e a ESA: a distanza di due anni questo è un primo grande risultato. Il nostro paese ha una filiera completa su questo ambito: dall'ampia gamma di applicazioni nella ricerca scientifica militare fino alla ricerca di base. L'Italia ha sempre creduto nello spazio, siamo stati i primi dopo USA e Russia ad avere un lanciatore spaziale e oggi ci troviamo protagonisti su questo, ne siamo orgogliosi. Nella recente legge di Bilancio abbiamo messo 1 miliardo di euro nel settore dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, con più di 1000 posti nuovi per giovani ricercatori: è un passo in avanti gigantesco rispetto ad anni in cui c'era solo buio. Immagino che le eccellenze che hanno in mano esperienze come quelle spaziali possano non voler fare solo il ricercatore ma anche inserirsi in un mondo produttivo, che anche in Italia ha delle eccellenze e delle potenzialità occupazionali le quali non sono seconde ad altri paesi."

"Il Sì al Referendum sarebbe molto positivo per la Ricerca e renderebbe più semplice e trasparente il Paese"

Al termine della conferenza stampa Blasting News ha avvicinato la ministra Giannini, ecco che cosa ci ha detto.

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Quali conseguenze ci saranno in caso di vittoria del Sì al referendum negli ambiti di università e ricerca?

"Nelle riforma costituzionale c'è una misura molto importante come quella che riconduce le politiche della Ricerca a una dimensione nazionale, perché essa è un asse strategico del Paese. Questo avrà conseguenze straordinariamente positive perché, senza far perdere l'autonomia e vitalità dei centri sul territorio, consentirà di avere un chiaro quadro nazionale, indicando delle priorità. Noi lo stiamo già facendo ma con molta fatica e dispersione dei fondi, che nel sistema regionale non sempre vanno all'unisono."

E più in generale sul sistema Paese quali conseguenze ci saranno se vincesse il Sì? 

"Si tratta di un grande passo avanti perché ci consegnerà un paese più semplice, più trasparente e lineare nelle procedure legislative. Ho vissuto bene le vicende del Senato e so cosa significa adesso legiferare con un bicameralismo perfetto. Avremo un Paese che ha la possibilità di competere a livello internazionale con maggiore agilità." #Scuola #Università #referendum costituzionale