Sembra un fulmine a ciel sereno, eppure lo avevamo annunciato ieri, prima del New York Times. Erano giorni che Kim Dotcom, che non è tipo da prendere alla leggera, lo stava insinuando sul suo account Twitter: le mail compromettenti di #hillary clinton esistono, ma l'FBi le ha insabbiate a suo tempo, in base a quanto sostiene l'ex hacker.

 Il New York Times riporta che a soli 15 giorni dalle elezioni il direttore dell'FBI James B. Comey è venuto 'casualmente', a conoscenza di e-mail che potrebbero essere compromettenti per il candidato democratico. La casualità, prosegue il New York Times, è dovuta al fatto che il filone di indagini che l'FBI stava seguendo non riguarda direttamente Hillary Clinton, indagine chiusa a suo tempo tra le polemiche con un non luogo a procedere, ma è quello a sfondo sessuale che riguarda Anthony D. Weiner, militante democratico, ma soprattutto marito di Huma Abedin, allora importante membro dello staff della Clinton. 

Proprio a pochi giorni dal voto, dopo che Kim Dotcom aveva accusato l'FBI in modo sempre più pressante di aver insabbiato il materiale compromettente, il direttore dell'FBI si trova in possesso all'improvviso di nuove e-mail scambiate sul server privato di Hillary Clinton e, dopo un attento esame di coscienza come ci racconta il New York Times, decide di riferire al Congresso di questi imprevisti sviluppi, perché ha ritenuto che il dovere di dire la verità fosse più forte di eventuali accuse di aver influenzato in modo determinante le elezioni presidenziali della prima potenza mondiale.

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E' quindi accertato che sono saltate fuori nuove e-mail incautamente scambiate sul server privato di Hillary Clinton; è accertato che queste e-mail sono collegate allo scandalo sessuale che riguarda Anthony D. Weiner e che coinvolge una minorenne; è accertato che Kim Dotcom, stranamente inascoltato, lo andava dicendo da giorni; è senza dubbio il momento peggiore per il candidato del partito Democratico perché ormai la campagna elettorale è finita e i margini per controbattere alle informazioni che sempre più verranno fuori nelle prossime ore sono ridotti al lumicino.

Non sta a noi decidere se tutte queste siano coincidenze oppure se la mossa di James Comey sia solo un tentativo in extremis per evitare di essere a sua volta travolto da uno scandalo di proporzioni gigantesche, dopo che Wikileaks, come sostiene Kim Dotcom, o chi per loro, avesse tirato fuori queste mail private di Hillary Clinton a suo tempo insabbiate, dimostrando con ciò le gravi reticenze nell'indagine svolta dall'FBI.

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L'unica certezza, al momento, è che sono in due a gongolare: #Donald Trump e, ovviamente, Dotcom. Si prevedono ulteriori sviluppi. #Elezioni USA