Blasting News ha intervistato in esclusiva il deputato Adriano Zaccagnini, il quale alcune settimane fa ha lasciato #sinistra Italiana per aderire al Gruppo Misto, dopo essere stato eletto nel 2013 con il Movimento 5 Stelle. Ecco cosa ci ha detto.

"Al referendum potrei votare Sì se cambia l'Italicum"

Zaccagnini, come mai ha deciso di lasciare Sinistra Italiana?

"L'esperienza personale dentro Sinistra Italiana la ritengo positiva per diverse collaborazioni interessanti, ma la linea politica ha avuto una deriva autonomista che io non condivido. Invece condivido la possibilità di costruire un centrosinistra unito, una coalizione di partiti che nelle pluralità e diversità possano confrontarsi e dar vita a un'esperienza innovativa: possiamo definirla coi tratti del centrosinistra ma potrebbe guardare anche a quell'innovazione politica che va incontro all'esigenza di tante persone che vogliono un forte cambiamento, ma che hanno trovato solo offerte politiche demagogiche e populiste. A mio parere esse lasceranno il tempo che trovano per l'incapacità di governare."

Ma in Italia un pezzo di centrosinistra è già al Governo, lei come giudica ad esempio la Legge di Bilancio 2017 da poco presentata?

"Ci sono secondo me varie parti positive. La legge pare aver dislocato le risorse in modo diffuso ed ha un carattere espansivo. ciò è positivo perché l'Italia cerca di rompere le restrizioni dell'austerity di un'Europa sciocca che si chiude e non sostiene l'economia in crisi. Nello specifico ci sono misure positive, dal rinnovo dell'ecobonus alle risorse per l'Industria 4.0, dalle assunzioni per le forze dell'ordine al decreto collegato su Equitalia, su questo leggendo le carte vediamo che essa finalmente viene chiusa e si va verso una riscossione dei debiti più equa."

Questa manovra si inserisce anche nel dibattito sul #referendum costituzionale, cosa pensa di questa Riforma?

"Io ho votato in Parlamento contro alla Riforma, prevalentemente per il "combinato disposto" fra la legge elettorale dell'Italicum e le modifiche alla Costituzione. Non mi convinceva in particolare l'Italicum, che vedevo come una legge che non dà i giusti bilanciamenti. In politica spesso il dibattito è più importante che avere le cose scritte nero su bianco, quindi ci si può anche non appassionare e dire "Voto contro perché c'è l'Italicum", io invece sono sempre voluto stare nel merito e quindi se l'Italicum cambierà, e per esperienza posso dire che ci sono grandissime probabilità che esso cambi a inizio 2017 con l'adozione della Chiti-Fornaro per l'elezione diretta dei senatori già durante le Regionali da parte dell'elettore, io ritengo che il giudizio sulla Riforma costituzionale debba stare sul merito. E appunto sul merito la semplificazione che si attua, in particolare nel procedimento legislativo, è secondo me tendenzialmente positivo: il Senato infatti potrà trattare solo modifiche costituzionali, leggi in fase ascendente e quelle che riguardano i territori locali, sul resto potrà richiamare alcune leggi ma sarà sempre la Camera a decidere. Questa semplificazione forse non è perfetta, ma è la democrazia a non essere perfetta, quindi il sistema che va a configurarsi non è da scartare e il sistema rimane comunque parlamentare, senza aumento dei poteri del Premier. Il fatto che l'Italium stia cambiando mi porta a vedere la Riforma da un altro punto di vista e da ritenerla un passo in avanti, senza il quale si perderebbero delle opportunità. Sul Titolo V alcune cose sono positive perché andava sciolto il nodo fra federalismo e centralismo, il federalismo anzi si è dimostrato non adeguato al sistema italiano, da noi il centralismo spesso è di buon senso. Certo che alcune cose potevano essere fatte meglio"

Quindi è probabile che lei voti Sì il 4 dicembre?

"Il tutto è da vedere in base alla commissione in corso riguardo all'Italicum, spero che non naufraghi. Ma visto che tutti gli attori politici hanno manifestato la necessità di modificarlo, non vedo perché non si debba fare..." #M5S