Nel corso di un dibattito svoltosi questa domenica 17 ottobre alla Festa della Costituzione, presso la "Città dell'Altra Economia" a Roma, è intervenuto l'ex sindaco della Capitale Ignazio Marino, che ha parlato di diversi temi di attualità politica. Ecco le parti salienti dei suoi interventi.

Ignazio Marino spiega tutte le ragioni per le quali voterà No al referendum costituzionale

"La Corte Costituzionale ha dichiarato l'anticostituzionali i membri di questo Parlamento, nonostante tutto essi vogliono cambiare la Costituzione: la partenza non è delle migliori. Le persone comuni sono arrabbiate perché da 10 anni in Italia nessuno elegge più direttamente i parlamentari. Io ho proposto più volte il sistema monocamerale e anche oggi credo nell'abolizione del Senato, che però è cosa ben diversa da quello che fa questa Riforma. Se sciaguratamente venisse approvata avremmo 21 Sindaci eletti dai Consigli Regionali. Ma non si capisce se essi saranno rappresentativi del più grande numero di cittadini che li hanno eletti o invece di una maggioranza politica: ad esempio nel Lazio i consiglieri regionali del #Pd eleggeranno il Sindaco di Roma o invece un sindaco più vicino al partito? E così anche in altre regioni come la Lombardia dove la Lega difficilmente eleggerà Sala del PD. Insomma è un grande pasticcio. Guardando al metodo il quesito del referendum è ingannevole, perché in esso si vota Sì o No su 47 articoli della #Costituzione italiana. Ma non è possibile con un voto esprimersi su così tante materie. Ad esempio io sul Titolo V sarei anche favorevole a una revisione in merito alla Sanità, perché non è giusto che ci siano venti sistemi sanitari diversi in Italia. Ci sono tutti gli elementi per dire No, che non è un negare il bisogno di riforme, ma è per dire "Non così" è per farle bene."

"Le recenti elezioni delle Città Metropolitane si sono svolte senza che i cittadini sapessero niente, con il voto dei soli eletti che si sono accordati fra loro. Queste scene sono quelle che vedremo riguardo al Senato se vincesse il Sì: ci sarebbero sono accordi fra segreterie di partito che decideranno a quali consiglieri regionali dare l'immunità parlamentare mandandoli in Senato. Questa Riforma accentra ancora di più in poche mani il potere decisionale. Sento bugie come quella che si risparmieranno 500 milioni di euro, quando invece c'è stata una risposta ufficiale della Ragioneria dello Stato che parla di soli 49 milioni. Riguardo all'informazione, vi immaginate cosa sarebbe successo se Berlusconi avesse nominato l'Amministratore Delegato della RAI, il quale ha il potere di nominare i direttori dei telegiornali e delle reti. E' un fatto di una gravità estrema, soprattutto vicino a momenti elettorali. Vorrei poi chiedere a qualsiasi parlamentare favorevole al Sì di spiegarmi l'articolo 70 della Carta dove si usa un linguaggio da "decreto Milleproroghe", ma qui si tratta di una Costituzione che dovrebbe essere capita facilmente da tutti. Non si deve cambiare tanto per fare, se lo si fa dev'essere in modo condiviso."

"Io sono fra i fondatori del PD, ma dal 2015 non ho più la tessera. Esso ha deciso di costituire una commissione che parli di modifiche all'Italicum. Io sono da sempre favorevole all'uninominale maggioritario che obbliga i partiti a scegliere i migliori. Prima del 4 dicembre la legge elettorale non verrà cambiata: ora entriamo in "sessione di bilancio" e non ci sono i tempi. Se però vince il Sì ce lo possiamo scordare che il giorno dopo cambino la legge elettorale, che essa rimane così com'è. Quindi anche solo per questo occorre votare No. Inoltre anche la stessa governabilità rischia di essere minore perché il Senato non ha più il voto di Fiducia e quindi cade un elemento di pressione del Governo. Io nel 2013 feci campagna per il PD dicendo che, da uomo di sinistra, non avrei mai accettato di governare con uomini di Berlusconi, adesso invece ne abbiamo diversi come ministri. E' evidente e capisco il disagio di molte persone di sinistra" . #referendum costituzionale