Dietro al ricorso presentato al Tar riguardo il quesito sul referendum costituzionale c'è l'essenza del ragionamento dei fautori del NO. La riforma costituzionale voluta dall'esecutivo del premier Matteo Renzi è fortemente spinta dalle grandi banche d'affari che vedono nelle Costituzioni un intralcio ai loro affari. Non è questo il cambiamento di cui ha bisogno l'Italia secondo i fautori del NO al referendum. Per rilanciare il Paese e i consumi, riorganizzare il sistema pensionistico, la Salute, la Giustizia e l'Istruzione si deve votare NO e respingere l'assalto dei capitali e della J.P.Morgan.

Aggiustamenti nell'area euro

Matteo Renzi e la bacchetta magica costituita dalla modifica costituzionale rappresentano il cambiamento suggerito dalla J.P.

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Morgan come emerge dalle sedici pagine di un documento intitolato “aggiustamenti e cambiamenti nell'area euro”. In questo documento sono contenute le raccomandazioni a prevenire i populismi e a rimuovere gli ostacoli rappresentati dalle democrazie. Ciò che riguarda le Costituzioni dei vari paesi europei si trova alle pagine 13 e 13 del documento della banca d'affari.

Le ragioni della crisi secondo J.P. Morgan

Se la crisi finanziaria ha attanagliato nella sua morsa l'Europa questo non è dovuto alla globalizzazione selvaggia e alle grandi speculazioni delle banche che con l'High Frequency Trading, sistema di impulsi misto su tutte le piattaforme di trading dei mercati finanziari, hanno “shortato” (scommesso al massimo ribasso) sui Titoli di Stato aumentando artificiosamente il deficit di questi Paesi per entrare in possesso di quantità enormi di ricchezza finanziaria.

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La responsabilità viene attribuita alla caduta del fascismo e alla instaurazione di sistemi socialisti.

Spinte neo-liberiste

Nell'articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano viene sintetizzato il pensiero fondamentale della banca d'affari. Le Costituzioni, è scritto, sono nate dopo la caduta delle dittature ma finiscono per impedire la governabilità. Le stesse convinzioni espresse da Renzi il quale, anziché dialogare con le opposizioni, dà la colpa alla ingovernabilità alla presenza della Costituzione e delle due camere così come concepite dopo l'esperienza del fascismo. In passato diverse spinte neo-liberiste sono state respinte proprio grazie all'ausilio di queste preziose carte costituzionali. Il capitale non tollera ingerenze governative e populiste. Dunque il cambiamento proposto dal votare SI si traduce nella fine dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, tutti proni al volere delle banche. #Governo #Scuola