La CNN turca riporta di un kamikaze che si è fatto esplodere, a Gaziantep una città turca al confine con la Siria, durante un blitz della polizia in un campus. Secondo altre fonti gli attentatori potrebbero essere stati due. L'operazione è partita dopo una "soffiata" che segnalava la presenza di un gruppo di militanti di Daesh nascosti in una casa a Sahinbey. Secondo gli organi d'informazione turca sono state ferite otto persone persone tra cui quattro cittadini siriani, mentre si contano tre morti tra gli agenti in azione. Già il 21 agosto, un giovane kamikaze si fece saltare in aria nella stessa città durante il matrimonio di un militante del partito filocurdo, in cui vi furono 30 morti e quasi 100 feriti.

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Le tracce sono confuse data la possibile paternità di un altro attentato in zona Hakkari per cui, però, è sospettato lo stesso Pkk. La città si trova in un territorio, sede di decenni di scontri tra le forze turche e il Pkk, ma #Erdogan punta il dito contro l'IS. Di fatto, tutto ciò accade a distanza di poche ore dalla liberazione di Dabiq e dalla messa in fuga dei combattenti dell'IS da parte dei combattenti filo-turchi, con l'appoggio dell'aviazione e dei carro-armati del governo di Ankara. Erdogan guarda avanti e vede la Russia come valido supporto alla difesa aerea dell Turchia, discussione che sarà affrontata durante la riunione tra lui e Putin ad Istanbul, mentre garantisce che la presenza militare turca in territorio iracheno, sarà un "deterrente" per gli attacchi terroristici sul suo territorio.

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E come motto: "Salvaguardia!"

Ma la Russia si trova ad affrontare una seconda questione: la Nato ha inviato 140 soldati italiani sul confine con la Lettonia, con lo scopo di "salvaguardare" i propri confini. Il Cremlino protesta e oltre oceano, secondo fonti riportate dalla Nbc News, l'Intelligence statunitense programma un cyber-attacco che miri a danneggiare e screditare la leadership dello stesso governo russo. L'ordine parte dallo stesso presidente statunitense che accusa Mosca di interferire nelle elezioni presidenziali, mettendo a disposizione un numeroso team di esperti in grado di "salvaguardare" le elezioni dell'8 novembre. Obama sottolinea: "In queste elezioni è in gioco la democrazia". Mentre il governo russo condanna le azioni Nato come: "Distruttive".

La dottrina della guerra su più fronti

Ci si è posti la domanda: "Possono gli Stati Uniti condurre una #guerra su più fronti?". Senza ombra di dubbio la risposta è un sì, nonostante gli States abbiano rinunciato ad una simile strategia.

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Ma dati i fatti occorsi, è giusto capire se siano capaci di resistere ad attacchi su diversi fronti. Secondo Robert Farley, editorialista della rivista americana geopolitica The National Interest, gli #USA opererebbero come nella Seconda Guerra mondiale. In Europa, schiererebbero forze armate terrestri, mentre la Marina si concentrerebbe nell'Oceano Pacifico, chiudendo le vie di transito marittime a Pechino. Le forze aeree americane supporterebbero entrambi i fronti, mentre le forze nucleari garantirebbero la difesa nel caso di suddetti attacchi. Potrebbero incorrere problemi se India e Giappone intervenissero sul Pacifico, ma di contro, questa è una situazione che non potrebbe durare a tempo indeterminato, e soprattutto è solo un'ipotesi.