Il #cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) è un organo che, se vincerà il "Sì" al prossimo referendum costituzionale, verrà completamente abolito. Per questo motivo è importante capire quale sia la sua funzione e cosa comporterebbe la sua soppressione. Ci sono diverse persone che hanno scoperto della sua esistenza solo grazie al referendum, e altre che sanno della sua presenza nel nostro sistema anche se non hanno la minima idea di cosa si occupi. 

Nato il 5 gennaio del 1957, il suo compito principale è quello di dare consulenza al Governo in merito agli argomenti di natura economica, avendo anche facoltà di presentare disegni di legge.

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Per capire se è un organo da cancellare o meno, ci sono da analizzare i suoi 60 anni di attività, per rendersi conto se è necessario o se rappresenta uno spreco.

La struttura del CNEL

Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro è composto da 65 consiglieri: 8 sono direttamente nominati dal Capo dello Stato, che nomina anche il presidente del CNEL attraverso un decreto a parte. Due, invece, sono scelti e nominati dal Presidente del Consiglio: i dieci membri di quest'organismo vengono scelti tra eccellenze del mondo giuridico, economico e sociale. I restanti 54 componenti, invece, si dividono cosi: 48 rappresentanti di categorie produttive di beni e di servizi sia della sfera pubblica che privata (22 lavoratori dipendenti, 9 lavoratori autonomi e 17 rappresentanti delle imprese), mentre gli ultimi 6 provengono dalle organizzazioni di promozione sociale e volontariato.

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Il CNEL e i 60 anni di oblio

In oltre mezzo secolo di attività, il CNEL ha proposto soltanto 14 disegni di legge, e nessuno di questi è mai stato preso in considerazione. Inoltre ha dato pareri in appena 96 occasioni, nemmeno la media di 2 volte all'anno. Questi dati fanno capire che si tratta di un enorme spreco per la politica, se si pensa che per fare così poco si sostiene un costo annuo di almeno 20 milioni di euro. Insomma, calcolatrice alla mano, noterete che fino ad oggi sono stati spesi oltre 1 milione di euro per 14 disegni di legge e 96 pareri: uno scempio economico.

Nessun sostenitore del "No" sul CNEL

Se alle persone si pone il quesito specifico sul CNEL, trovare dei sostenitori alla sua conferma pare impossibile perché, senza contare se i cittadini siano o meno a favore del "Sì" al prossimo #referendum costituzionale, i pareri sono unanimi nel sostenere che il CNEL non ha più ragione di esistere. Indubbiamente ha delle funzioni politiche e istituzionali di notevole spessore, ma non producendo praticamente nulla durante il corso di un anno, vengono meno, secondo i cittadini, le motivazioni perché abbia ancora ragione di esistere.