In occasione della serata informativa a sostegno del NO al Referendum del 4 dicembre 2016 organizzata a Roseto degli Abruzzi, ho intervistato i due prestigiosi relatori. Il Vice-Presidente Emerito della Corte Costituzionale Prof. #Paolo Maddalena, di cui è appena stato pubblicato un interessante libro dal titolo “Gli Inganni della Finanza” e il Prof. Carlo Di Marco docente di diritto pubblico all'Università di Teramo.

Dott. Paolo Maddalena cinque buoni motivi per votare no?

Di motivi per votare ce ne sono un’infinità, questa riforma è piena di errori grammaticali e di sintassi, e per questo motivo preferirei parlare degli obiettivi che mi hanno portato a far parte del comitato del NO.

Questa riforma vuole l’accentramento dell’esecutivo senza contrappesi in modo che una oligarchia dominante possa prendere delle decisioni, vuole la perdita della natura del senato, le cento persone nominate “ancora non si sa come” con questo metodo siano facilmente manovrabili da mani esperte della politica.

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Un altro obiettivo di questa riforma Costituzionale è l’annientamento della garanzia costituzionale della revisione della legge Costituzionale, cioè viene meno l’articolo 138 della Costituzione che dice che la legge costituzionale deve essere approvata da due camere di pari rango e non lo sono più perché il senato perde gran parte dei poteri, ci deve essere un tempo non inferiore a tre mesi, con il voto di almeno tre quarti del parlamento.

In questo caso la legge elettorale si collega esattamente alla riforma Costituzionale e la legge elettorale prevede che il 54% dei seggi alla camera sia attribuita alla prima lista mediante il ballottaggio senza limiti, secondo calcoli statistici si prevede possa vincere anche chi abbia solo il 20% dei voti il che significa il 10% degli aventi diritto in concreto la prossima modifica della costituzione si può avere con un governo forte e con il consenso del 10% degli italiani, questo è il più bel regalo per le multinazionali le banche e la finanza.

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Dott. Carlo di Marco cinque buoni motivi per votare no?

Tutto il progetto di revisione costituzionale è basato su valutazioni false e fuorvianti, è falso dire che con questa riforma si dimezzano i parlamentari semplicemente perché non è vero, ma ci sarà una riduzione di parlamentari solo al Senato, mentre alla camera resterà tutto invariato, è falso dire che questa riforma porta al risparmio, se fosse solo il risparmio l’obiettivo finale della riforma sarebbero state accolte le innumerevoli proposte fatte dal mondo del costituzionalismo in decenni di dibattiti costituzionali, per esempio se si fosse accolta la proposta del monocameralismo con una legge elettorale proporzionale con un minimo sbarramento il Senato sarebbe addirittura sparito e una riduzione del numero dei deputati portati a quattrocento avremmo avuto davvero un sostanziale risparmio cosa che invece non avviene.

Dott. Carlo Di Marco le piace la proposta di D’Alema sul Senato delle Regioni?

Questa era un’altra interessante proposta che naturalmente fa vivere il bicameralismo ma non perfetto, un bicameralismo che prevede una Camera delle Regioni che non fa leggi statali ma assicura la valorizzazione dei livelli regionali del nostro ordinamento, tenendo conto che la nostra Repubblica dovrebbe essere, ma non lo è una Repubblica delle Autonomie.

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Se dovesse passare questa riforma costituzionale o meglio dire deforma si torna allo stato centralista, si nega l’articolo 5 della Costituzione che in realtà non può essere toccato, non può essere sottoposto a revisione costituzionale, questa riforma costituzionale abolisce la legislazione cosiddetta concorrente, questo taglia la testa alle Autonomie Regionali e di fatti abolisce l’articolo 5 della costituzione. #Massimo D'Alema #referendum costituzionale