La Riforma Costituzionale Renzi-Boschi è stata approvata dai componenti delle Camere, non raggiungendo però la maggioranza qualificata (vale a dire i due terzi dei componenti di ciascuna camera) e, proprio per questo, in conformità all'art.138 della Costituzione Italiana, si è resa necessaria la consultazione popolare, che sarà decisiva per l'esito della Riforma. A differenza dei referendum abrogativi (ovvero quelli in base all'art. 75 della nostra Costituzione) non sarà necessario il raggiungimento del quorum: con qualsiasi affluenza alle urne, dunque, la riforma entrerà in vigore se la maggioranza dei votanti si esprimerà per il Sì.

Purtroppo, nonostante la prossimità dell'evento, non è chiaro a molti per cosa si andrà a votare; è evidente, invece, che le parti politiche abbiano reso il voto referendario un voto di supporto o di protesta nei confronti dell'attuale governo.

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Cerchiamo, dunque di capire i punti principali su cui verte il tanto contestato #Italicum.

Cosa cambierà con l'Italicum

Fine del Bicameralismo perfetto: nel testo della Riforma si indica la Camera dei Deputati come unica Assemblea legislativa a cui si riconosca il potere di votare la fiducia al governo, mettendo la parola fine alle doppie consultazioni di Camera e Senato.

Il Senato avrà una nuova composizione ed una nuova funzione: il numero dei Senatori da 315 si ridurrà a 100, 95 saranno eletti in maniera proporzionale tra i consiglieri regionali e i membri sindaci, i rimanenti  5  saranno indicati dal Presidente della Repubblica e potranno rimanere in carica (non rinnovabile) al massimo 7 anni. I nuovi Senatori avranno competenza legislativa su: leggi elettorali degli enti locali e quelle sui referendum popolari,riforma costituzionale, ratifica dei trattati internazionali.

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Elezione del Presidente della Repubblica e gerarchia istituzionale

Immutata l'elezione in seduta comune delle due Camere (630 deputati e 100 senatori), niente delegati regionali. Per i primi tre scrutini sarà necessaria la maggioranza qualificata dei componenti (i due terzi), in caso di quarta votazione sarà valida la scelta dei tre quinti dei componenti, mentre dalla settima la maggioranza utile all'elezione sarà quella dei tre quinti dei votanti.

Il Presidente della Repubblica potrà sciogliere la Camera, ma non il Senato. In questa nuova struttura istituzionale, il Presidente della Camera, che diventerà la seconda carica dello Stato, farà le veci del Presidente della Repubblica in caso di sua impossibilità.

Abolizione del Cnel e delle Province 

Un commissario straordinario si occuperà della liquidazione e della ricollocazione del personale presso la Corte dei Conti del Consiglio Nazionale dell'Economia e Lavoro. Verrà meno anche qualsiasi riferimento alle Province:costituiranno la Repubblica i Comuni,le Città metropolitane,le Regioni e lo Stato.

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Le firme necessarie per proporlo aumenteranno a 800mila. Anche le firme necessarie per la presentazione di progetti di legge di iniziativa popolare,aumenteranno, ne serviranno 150mila.

Elezione dei 5 Giudici della Consulta

Non sarà più necessaria la seduta comune, ma saranno scelti separatamente dalle due Camere (tre spetteranno alla Camera dei Deputati e due al Senato).

Prima della promulgazione, potranno essere sottoposte alla Consulta per un giudizio preventivo tutte le leggi che disciplinano l’elezione dei parlamentari ed evitarne la promulgazione in caso di illegittimità. #Matteo Renzi #referendum costituzionale

  • Viene inserito un nuovo comma nell’ articolo 55 della Costituzione che sancisce la promozione dell'equilibrio tra donne ed uomini nelle leggi"che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere".
  •  La riforma costituzionale riscrive l'art. 117: abolisce la definizione di legislazione concorrente, trasferendo allo Stato alcune competenze che per ora sono in concorso con le Regioni. Lo Stato dovrà ancora occuparsi, su alcune materie,della legislazione di principio, lasciando alle Regioni quella specifica.