Come la Russia, anche l’obiettivo di Teheran potrebbe essere quello di avere uno sbocco sul Mediterraneo, creando un percorso che attraverso il territorio iracheno e quello siriano confermi le ambizioni egemoniche dell’Iran. La battaglia di Aleppo è lo snodo centrale della guerra in Siria per tutti gli attori statali e non che partecipano al conflitto, anche indirettamente. L’Iran ha qui schierato uomini iracheni per liberare la parte orientale della città dalle milizie jidahiste delle Stato Islamico, ma anche l’Iraq è territorio in cui l’Iran misura la sua forza.

Le truppe irregolari sciite garantiscono alla Repubblica islamica il tentativo di estendere la propria influenza sul Medio Oriente al fine di ottenere il controllo sul corridoio di terra che attraversa la regione per raggiungere la costa e terminare nel porto di Latakia. Ecco perché recuperare il pieno il controllo della città di Aleppo potrebbe essere strategica per gli iraniani. Il piano però non esclude incognite, si pensi al ruolo della Turchia e della Russia, che hanno inaugurato un nuovo ciclo delle relazioni diplomatiche, o del rivale saudita e degli Stati Uniti che, nonostante l’accordo sul nucleare, difficilmente consentirebbero al governo di Teheran di consolidare le proprie ambizioni espansionistiche, ma anche di Damasco e di Baghdad.

Tuttavia, c’è un’altra via che Teheran sta percorrendo per la crescita economica del paese. L’Iran, infatti, farà parte del Corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). A tal proposito, il governo centrale di Teheran ha avviato il tavolo delle trattative con Islamabad per estendere il progetto che prevede investimenti per circa quarantasei miliardi di dollari per la costruzione di strade, ferrovie e accordi nel settore dell’energia per collegare il porto di Gwadar, nella provincia pachistana del Baluchistan che confina con Afghanistan e Iran, allo Xinjiang, la regione nel nord ovest cinese.

Un progetto che potrebbe destabilizzare il sud-est asiatico, perché l’India ha espresso preoccupazione riguardo al corridoio, perché dovrebbe attraversare il Kashmir, territorio storicamente conteso con il Pakistan e che potrebbe riaccendere il conflitto indo-pakistano, ma l'Iran è però determinato a soddisfare il fabbisogno energetico del Pakistan.

Teheran guarda al Mediterraneo e al continente asiatico, ma dopo l’accordo sul nucleare e la sospensione delle sanzioni, la rinascita politica ed economica della Repubblica islamica potrebbe seriamente cambiare le carte in tavola in Medio Oriente.