C'è una probabilità su 6 che il #M5S vada al potere. Il dato emerge da un'indagine condotta da Laurence Boone, coordinatore della divisione di ricerca di AXA IM, che ha redatto un dossier dettagliato sulle misure prese dalle banche centrali di diverse nazioni, tra cui l'Italia. Secondo l'esperto, determinati eventi politici potrebbero rappresentare dei rischi. Boone, riferendosi all'Italia, evidenzia il referendum costituzionale di dicembre e le prossime elezioni presidenziali negli Usa. 

Trionfo del 'no' al referendum: le dimissioni di Renzi non sono scontate 

L'analista Laurence Boone sostiene che difficilmente si verificheranno, nei prossimi mesi, 'eventi sfavorevoli' a Renzi.

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Nello specifico, la probabilità è del 15%. Per 'eventi sfavorevoli' si intendono, ad esempio, il trionfo del 'no' al prossimo referendum costituzionale, le dimissioni di Renzi o il M5S al Governo. Per Boone si tratta di circostanze negative che favorirebbero l'instabilità politica  e bloccherebbero il cammino dell'Italia verso riforme importanti. Qualora vincesse il 'no' al referendum, non è detto che Renzi rassegnerebbe le dimissioni; è probabile, secondo Boone, che Mattarella inviti Renzi a creare una nuova coalizione.

M5S vincerebbe in caso di ballottaggio

Il M5S, dunque, avrebbe poche chance di andare al Governo nei prossimi mesi perché, secondo Boone, il popolo darà ragione a Renzi. Il pensiero dell'analista è alquanto diverso da quello dell'Economist che, nei mesi scorsi, ha profetizzato la vittoria del MoVimento alle prossime elezioni politiche.

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L'autorevole rotocalco britannico ha affermato che il M5S si trova davanti a una strada che lo porterà al Governo ma ancora non ha idee ben chiare su cosa farà quando sarà al potere. L'Economist ha dedicato un lungo articolo al MoVimento dopo la vittoria di Chiara Appendino a Torino. Secondo il settimanale britannico, la forza del MoVimento è quella di 'raccogliere' elettori di destra e di sinistra, quindi moltissime persone. È questa la ragione per cui, se arrivasse al ballottaggio, vincerebbe. L'Italia, sempre secondo l'Economist, potrebbe conferire il potere a un partito che non sa gestirlo molto bene.