Attaccata la sede del #partito repubblicano in North Carolina. A fuoco molti dei manifesti elettorali, mobilio e materiale vario. In più gli aggressori hanno lasciato una scritta sul muro esterno che recita "nazisti repubblicani via dalla città". "Gli animali che rappresentano #hillary clinton e i democratici hanno appena lanciato un attacco incendiario contro la nostra sede in North Carolina". Queste sono le acide parole che scrive #Donald Trump su Twitter, chiamando in causa l'invidia dei democratici riguardo la sua possibile vittoria. Mentre il direttore esecutivo del Partito nel North Carolina, Dallas Woodhouse evita ogni scontro e aggiunge: "a prescindere dall'essere repubblicani, democratici o indipendenti, tutti gli americani devono sentirsi oltraggiati per questo attacco violento e pieno d'odio contro la nostra democrazia".

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Anche il governatore dello stato Pat McRoy condanna l'attacco mentre il sindaco di Hillborough, Tom Stevens, lo vede come un "messaggio d'odio che mira la decenza, il rispetto e l'integrità della partecipazione civica".

Trump v.s. Clinton

Questo accade a distanza di alcune ore dalle ultime accuse del candidato Repubblicano riguardo a determinati brogli elettorali a favore della Clinton. Trump così ha la possibilità di difendersi dallo scandalo causato da un video in cui pronuncia frasi volgari e sessiste, e di provare a risalire nei sondaggi.

A sostegno del primo candidato repubblicano, arriva il candidato alla vice presidenza Mike Pence che percepisce qualche cosa che non va nella campagna mediatica contro Trump, ma lo stesso non dubita della correttezza del sistema elettorale e che si "accetterà la volontà che sarà espressa del popolo americano".

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Fuori dal coro

A sottolineare l'unione collettiva nei confronti del gesto, un gruppo di democratici ha creato GoFoundMe a sostegno della riapertura del complesso andato distrutto dall'attacco incendiario, riuscendo a incassare circa 13.00 dollari in 40 minuti, grazie al contributo di più di 500 persone che han preferito "agire" più che discutere.