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Una politica sempre più 'rosa'. Il 2016, in tal senso, è l'anno delle svolte epocali perché per la prima volta una donna, Hillary Clinton, è la grande favorita per la presidenza degli Stati Uniti d'America e potrebbe, dunque, diventare il personaggio politico più influente del mondo. Non è l'unica donna impegnata in un ruolo che potrebbe cambiare le sorti geopolitiche. La leadership al femminile, del resto, ha avuto fulgidi esempi nella storia ma, ancora oggi, se focalizziamo l'obiettivo sul nostro Paese, l'Italia risulta estranea a questa propensione.

Hillary vicina alla Casa Bianca

Recenti sondaggi la danno con un margine del 12 per cento su Donald TrumpHillary Clinton è vicinissima alla Casa Bianca [VIDEO] e lo stesso staff del suo rivale politico ha ammesso di essere in ritardo.

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Barack Obama le lascerà però un'eredità pesantissima se pensiamo al momento di estrema difficoltà che Washington sta vivendo in Medio Oriente a causa della questione siriana. Il ritorno della Russia nelle vesti di superpotenza contrapposta ha riportato nel mondo lo spettro della guerra fredda [VIDEO]. L'impressione è che la politica di Hillary sarà molto più militarista del suo predecessore ed il dialogo con Mosca, già pesantemente incrinato dai sospetti di "possibili intromissioni" sulle presidenziali dell'8 novembre, potrebbe rovinosamente peggiorare. Probabilmente ha ragione il Cremlino - tesi condivisa da Trump - quando sostiene che l'attuale offensiva a guida USA in atto a Mosul, in Iraq, nasca dalla necessità di 'battere un colpo' ed offrire in dote alla Clinton l'immagine di un'America che sa ancora vincere le sue guerre, politiche o militari.

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Aspettiamoci una nuova 'Iron Lady'.

Europa: i dubbi di Angela, le ambizioni di Marine

Chi ha sempre avuto una fama di 'donna di ferro' è sicuramente Angela Merkel ed in questi anni la politica tedesca ha fatto il bello ed il cattivo tempo in ambito UE. Le sue posizioni sulla questione migranti, giudicate troppo aperte da molti suoi connazionali, la stanno però mettendo in difficoltà. Non ha ancora sciolto il nodo di una sua ricandidatura alla cancelleria di Berlino ma la sua maggioranza appare vistosamente indebolita dall'ascesa di un'estrema destra rappresentata da un'altra donna, Frauke Petry, la cui Alternativa per la Germania potrebbe rappresentare l'ago della bilancia delle Federali del prossimo anno. Poco distante dai confini tedeschi c'è un'altra leader al femminile che invece trae la sua forza dalle sue posizioni oltranziste sul problema immigrazione: Marine Le Pen si candiderà alle presidenziali in Francia il prossimo anno, l'esponente dell'ultradestra ha i numeri per arrivare quantomeno al ballottaggio.

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Oltre Manica, infine, il primo #Governo britannico post-Brexit è retto dalla leader dei Conservatori, Theresa May. Ma per il Regno Unito la leadership rosa non è certamente una novità.

Donne e politica, idiosincrasia tutta italiana

In Italia le donne sono ancora assenti dalle 'stanze dei bottoni'. Non illuda Matteo Renzi, che ha affidato a Maria Elena Boschi la sua riforma più importante, nè tantomeno Virginia Raggi sindaco di Roma la cui amministrazione è palesemente retta dai vertici del M5S. Sono esempi di come le donne in Italia siano ancora 'coptate' dagli uomini che decidono i margini di una 'quota rosa' in un apparato dirigente. In un Paese che ha messo al bando qualunque significato idelogico della politica, molte donne che intraprendono questa carriera lo fanno per questioni di opportunismo, consapevoli di non aver alcun potere decisionale. Un aspetto che ha raggiunto i massimi livelli in epoca berlusconiana, dove la politica si è addirittura trasformata in vetrina per 'starlettine' in cerca di audience e stelle cadenti a caccia di nuova luce. In questo scenario fa eccezione Federica Mogherini, ex ministro del Governo Renzi, dal 2014 Alto Rappresentante UE per gli affari #Esteri. Un raro caso di donna italiana politicamente influente perché formata da una lunga, autentica militanza di partito. #Unione Europea