È sempre più forte la spaccatura tra il premier Renzi e Massimo D'Alema, due politici appartenenti allo stesso partito ma con visioni diverse. D'Alema ha più volte ribadito che in occasione del prossimo referendum costituzionale voterà 'no', chiaro segnale della sua opposizione al Governo e all'ex sindaco di Firenze. Oltre a Massimo D'Alema ci sono altri ex premier a schierarsi per il 'no' , come Lamberto Dini, Silvio Berlusconi, Mario Monti e Ciriaco De Mita. Renzi, però, pensa che il 'costoso' Parlamento possa essere semplificato.

Ileana Argentin riconosce i meriti di Renzi

Matteo Renzi ha molti detrattori anche all'interno del #Pd, è risaputo, ma va avanti e spera in un'Italia migliore.

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Ileana Argentin, dem appartenente alla 'frangia cuperliana', è stata intervistata da today.it ed ha rivelato che la divisione del PD è una problematica dovuta alla maggioranza del partito e non alla minoranza. La Argentin, riconosce a Matteo Renzi molti meriti e voterà 'si' al prossimo referendum costituzionale anche se vi sono alcuni punti su cui è dubbiosa. Per Ileana Argentin non è questo il momento di litigi all'interno del Pd. Secondo lei chi auspica scissioni non vuole abbandonare il suo scranno. La deputata, comunque, sottolinea che essere 'cuperliani' non significa opporsi sempre e comunque a Renzi. 

Durante l'intervista a today.it, Ileana Argentin ha detto che Massimo D'Alema non ha ormai alcuna funzione nella politica e la sua attività è dominata da una forte volontà di contestazione.

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La Argentin è obiettiva è plaude anche proposte eque presentate da altri partiti, come quella targata M5S che approderà lunedì prossimo in Parlamento. I grillini, in sostanza, vogliono dimezzare lo stipendio dei parlamentari. La deputata dem condivide la proposta pentastellata, rimarcando che lei dona, ogni 40 giorni, circa 3.500 euro. La parlamentare riconosce inoltre che deputati e senatori guadagnano troppo. 

D'Alema ribadisce il suo 'no' alla riunione dei socialisti europei

Il rapporto tra Massimo D'Alema e Matteo Renzi non è proprio idilliaco per varie ragioni. I due dem hanno poco in comune. D'Alema ha ribadito il suo 'no' alla riforma costituzionale anche durante la riunione dei socialisti europei. Durante un'intervista rilasciata a Bruxelles, D'Alema ha ricordato che i socialisti europei non avrebbero dovuto esprimersi sul referendum costituzionale perché non riguarda la stabilità della nazione ma la Carta costituzionale del Paese. Il referendum del 4 dicembre 2016, secondo Massimo D'Alema, non concerne la stabilità del Paese: è questo che lui e gli altri sostenitori del 'no' vogliono far capire agli italiani. Il dem ha anche messo in luce l'atteggiamento non molto corretto del premier che, all'inizio, aveva promesso di dimettersi qualora avesse vinto il 'no' e poi ha ritrattato. 

Riferendosi al recente endorsement di Obama a Renzi, l'ex premier ha evidenziato che quello di Obama è stato probabilmente un giudizio di valore.