La conferenza stampa, indetta per oggi, si è conclusa: di fatto, le premesse si sono tutte avverate. Lo strappo c'è stato - come era nell'aria - senza tanti preamboli o giri di parole.

Anzi, con un messaggio forte e chiaro: il Pizzarotti-pensiero si estrinseca in una sola definizione: "Sono un uomo libero e come tale non potevo che andarmene".

Una denuncia "ingombrante", non c'è che dire: il sindaco parmense ci tiene a sottolineare di non potersi più riconoscere nel movimento, che pure lo ha portato alla guida della città. O, almeno, di non potersi riconoscere in ciò che l'#M5S è diventato oggi.

Sospeso o perseguitato?

Pizzarotti torna ancora sul tasto dolente della sua sospensione, ma ne dipinge un quadro dal respiro più vasto.

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Il suo status - afferma - va ricondotto ad una causa ben circoscrivibile: il movimento - che pure lo ha visto tra i primi aderenti e che lo ha portato a ricoprire la carica attuale - ha vissuto le sue osservazioni e le critiche mosse come un solenne "disturbo", perchè, fondamentalmente, al M5s difetta l'autocritica.

Troppi incompetenti mandati allo sbaraglio; nessuna volontà di trarre spunto da quanto di buono invece è stato fatto, nelle sedi amministrate da esponenti preparati del movimento.  Ovviamente, Parma è in testa alla graduatoria.

Governare è sinonimo di dialogo, continua Pizzarotti, e il dialogo nel movimento è un aspetto ancora molto confuso. Si è passati dal tutto in streaming al niente in streaming, dal chi è autorizzato a parlare a chi parla, anche a sproposito, oppure perchè davvero non ne può più di certi dictat poco condivisibili.

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La sospensione? Il sindaco la riconduce al proprio agire: avere anteposto il bene di Parma agli interessi del movimento è stata - a suo avviso - la causa scatenante. Ma lo rifarebbe, e non una ma mille volte. Anche a costo di una scomunica a vita.

Che di fatto si attua oggi, con l'addio ufficiale ai pentastellati. E con Pizzarotti, tutta la giunta di Parma timbrata M5s  attua la diaspora.

Io non sono cambiato, e neppure gli ideali della prima ora

Pizzarotti questo tiene a precisarlo, ed a gran voce: a cambiare non sono stati gli ideali che hanno di fatto reso possibile la nascita del MS, nè tantomeno è stato lui a cambiare, che in quegli ideali ancora si riconosce e vuole difenderli. Il cambiamento di rotta lo ha attuato il movimento stesso, ed il primo cittadino non risparmia critiche al direttorio, Di Maio in testa, dal quale ha atteso un segnale per tanto, troppo tempo.

Le prossime elezioni? Pizzarotti non scioglie il nodo; per ora non ci sono comunicazioni ufficiali sulla propria candidatura o meno, ma se così mai sarà, si candiderà sicuramente con una lista civica, escludendo però fin da ora possibili alleanze con il Pd.

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E per Beppe Grillo - che pure ringrazia per averlo spinto ad "alzarsi dal divano" per intraprendere la carriera politica - il sindaco ha in serbo una nuova sorpresa: nel caso di ricandidatura, la lista civica che ha intenzione di fondare non vuole abbandonare il simbolo di M5s.

A riprova che gli ideali, quelli si, non vanno in esilio. #politica parma