La Camera dei deputati è composta da 630 deputati eletti dal popolo. Di questi, dodici sono eletti nella circoscrizione estero, gli altri 618 in Italia.

Tutti dovrebbero partecipare ai lavori parlamentari, almeno questo è quello che a noi comuni cittadini viene spontaneo di pensare.

Nei primi dieci posti della classifica delle presenze in aula, abbiamo molti #Pd, un SI-SEL ed un Misto, con presenze nell'intorno del 99%. Se però andiamo all'estremo opposto tra gli ultimi dieci troviamo 9 FI-PdL e un PD, con assenze che vanno dal 70% al 99%.

Di sicuro questi sono solamente numeri e senza essere contestualizzati dicono poco, ma certamente sono un buon spunto per far pensare e magari discutere sull'impegno dei nostri rappresentanti in Parlamento.

Pubblicità
Pubblicità

Senato

ll Senato della Repubblica è composto da 315 senatori eletti dal popolo. Di questi, sei sono eletti nella circoscrizione estero, gli altri 309 in Italia. Poi ci sono i senatori a vita.

Anche qui ci sono senatori che che superano il 97-99% di presenze e i primi dieci appartengono tutti al PD.

Impostando il database sulle assenze, risultano molti con percentuali superiori al 50-60%, alcuni addirittura 80-90%.Senza voler citare nomi, troviamo tra i primi cinque una varia rappresentanza di partiti di riferimento: FI-PdL, AL-A, GAL, PD, NCD-UDC.

Questi dati vengono dal database pubblico chiamato Openparlamento, in cui ogni cittadino può attingere tantissime informazioni sull'attività dei nostri parlamentari.

Dai dati disponibili sulla Camera si vede che ci sono degli estremi esagerati, con al primo posto Cinzia Maria Fontana che ha partecipato al 99,99 delle 19515 votazioni, mentre Antonio Angelucci solamente allo 0,44%, cioè 86 votazioni su 19515.

Pubblicità

In mezzo ci sono molti politici che si impegnano e lavorano.

Serve ridurre i costi

Il dibattito sulla riduzione dei costi della politica si è infiammato, anche perchè è legato strettamente al prossimo referendum.

Da più parti, #M5S in testa, si chiede una riduzione degli stipendi e quindi delle spese parlamentari. Il premier #Matteo Renzi ha contrattaccato con una proposta meritocratica con stipendi legati alle effettive presenze in aula e al lavoro parlamentare realmente eseguito.

Senza voler entrare in discorsi più tecnici o politici, bisogna però sottolineare come la diatriba sui costi, sul poco impegno in aula, insieme a tante altre stia allontanando sempre di più gli italiani dai loro rappresentati eletti in parlamento.

La percezione degli italiani , il "sentiment" per usare un termine più proprio dei mercati finanziari, rispetto al merito e all'utilità dei parlamentari è scesa a valori molto bassi ed è obiettivamente difficile credere che basti ridurre i costi per risollevare la considerazione della classe politica.