Cesare Previti e Toni Negri hanno perso il diritto al sostanzioso vitalizio insieme ad altri quattro ex deputati. L'Ufficio di presidenza della Camera ha stabilito la revoca delle "pensioni" in quanto tutti hanno subito una condanna definitiva per reati non colposi, consumati o tentati, per cui la pena detentiva è superiore ai due anni e non supera i sei. 

I sei nuovi 'poveri' della Camera dei Deputati

Sono in tutto sei, dunque, i "diseredati" della Camera dei Deputati: Giuseppe Astone, Giuseppe Del Barone, Kuigi Farace, Luigi Sidoti, Toni Negri e Cesare Previti. I nuovi "poveri" del redditizio sistema-#Governo sono stati individuati in rispetto a una delibera dell'Ufficio di presidenza della Camera risalente allo scorso anno.

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Tutti sono ultraottantenni e hanno rinunciato a una bella fetta di torta.

Berlusconi e Dell'Utri, il precedente in Senato

Anche il Senato ha adottato delle misure di "contenimento" con l'abolizione del vitalizio per alcuni dei suoi ex membri. La decisione ha destato molto scalpore tra le fila dei sostenitori di grandi nomi colpiti dal provvedimento. Otto ex senatori hanno dovuto così dire addio al proprio "rendimento passivo": Silvio Berlusconi, Marcello Dell'Utri, Vittorio Cecchi Gori, Pasquale Squitieri, Antonio Franco Girfatti, Vincenzo Inzerillo, Giorgio Moschetti, Franco Righetti. 

La revoca dei sei ex deputati si inserisce tra le altre 18 stabilite per altrettanti ex parlamentari, arrivando ad un totale di 24 provvedimenti di stop, tra Camera e Senato, adottati dal luglio 2015 ad oggi.

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Stop ai vitalizi su proposta di Camera e Senato

Nel maggio 2015 i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, avevano proposto la sospensione in via definitiva dei vitalizi a tutti gli ex parlamentari condannati, con sentenza passata in giudicato, a pene tra i due e i sei anni per delitti gravi quali omicidio, mafia, terrorismo, corruzione e concussione. 

Il paradosso degli 'over' che aggirano il sistema

Un curioso paradosso nell'ottica del risparmio sui redditi dorati: nonostante l'esistenza della delibera di revoca per gli ex rappresentanti di governo condannati a più di due anni di carcere datata 2015, la loro età avanzata gli ha consentito di continuare a percepire le indennità per oltre un anno dopo l'adozione delle nuove norme in materia. Il motivo? Semplice: al compimento degli 80 anni d'età il reo ottiene in automatico la cancellazione delle condanne dal casellario giudiziario. Occorre una ricerca approfondita per recuperarne i trascorsi penali.

Pensioni di platino

Altro che pensioni d'oro, forse è il caso di parlare di pensioni di platino.

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Ecco i rispettivi trattamenti previdenziali:

  • Previti: 16 anni di contributi per 4.000 euro mensili;
  • Negri: 11 anni di contributi per 3.107 euro mensili;
  • Astone: 20 anni di contributi per 4.696 euro mensili;
  • Sidoti: 2 anni di contributi per 2.000 euro mensili;
  • Del Barone: 2 anni di contributi per 2.000 euro mensili;
  • Farace: 12 anni di contributi per 2.860 euro mensili.

Il governo ha calcolato, sulla rosa di questi sei nomi, un risparmio che si aggira intorno ai 250.000 euro annui. La pensione è stata sospesa per reati che rientrano principalmente nelle fattispecie di corruzione in atti giudiziari, bancarotta, scambio di tangenti.