Il Referendum costituzionale è ormai entrato nel vivo della discussione mediatica, con il Premier #Matteo Renzi sovente ospite di trasmissioni al fine di spiegare le ragioni del Sì. Così come altri esponenti del Partito democratico di matrice renziana. La data del referendum è, come noto, il 4 dicembre. Tra i quesiti che saranno posti agli italiani, raccolti in un’unica scheda, ce n’è uno che riguarda l’abolizione del #cnel, acronimo di Consiglio Nazionale dell’Economia e Lavoro. Per molti contrari al #referendum costituzionale, unico quesito meritevole del Sì. Ma cos’è e cosa fa il CNEL? E perché andrebbe abolito o salvato? Cerchiamo di fare chiarezza.

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Referendum costituzionale, nascita e funzioni del CNEL

In tanti, probabilmente, non sanno cosa sia il CNEL che il prossimo Referendum costituzionale vuole abolire. Esso, come detto, è l’acronimo di Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro ed è un organo di rilievo costituzionale previsto dall’articolo 99. il CNEL è nato il 5 gennaio 1957 con il compito di fornire una consulenza tecnica al Parlamento su argomenti di natura economica. Può anche promuovere disegni di legge da presentare al Parlamento. Il CNEL è composto da 64 consiglieri, nominati con questo meccanismo: 8 dal Capo dello Stato, 2 dal Presidente del Consiglio, in base alla loro esperienza nel campo economico, ma anche giuridico e sociale. I restanti 48 membri rappresentano il mondo delle categorie produttive di beni o servizi, nei settori sia privato che pubblico.

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Il loro incarico dura un quinquennio, ma possono anche essere confermati.

CNEL, perché abolirlo e perché salvarlo

Detto di cosa si occupa, cerchiamo di capire le ragioni del Sì e del No riguardo la soppressione del CNEL. Le ragioni del No stanno soprattutto nei numeri: le leggi proposte da questo organo al Parlamento sono state solo 14 in quasi 60 anni di attività. Un po’ pochine. Se poi consideriamo che solo una è stata presa in considerazione dalle Camere, la sua posizione si aggrava. Inoltre, quanto ai pareri che dovrebbe dare, li ha dati solo in 96 occasioni. Dunque, viene considerato dai più un ente inutile, generatore di sprechi e utile solo per distribuire poltrone. I sostenitori del No alla sua soppressione sono alquanto pochi, adducendo le loro motivazioni all’utilità di questo ente. Ma convincono davvero poco.