Il presidente della competente sezione del TAR del Lazio, Elena Stanizzi, ha voluto sentire sia i legali del Movimento 5 stelle e di Sinistra Italiana sia l'Avvocatura dello Stato in merito al ricorso presentato contro il testo del quesito referendario.

Si è trattato di una audizione preliminare per poter pervenire con immediatezza e, comunque, entro la metà di ottobre alla sentenza in merito alla richiesta di sospensione del decreto della Presidenza della Repubblica con il quale è stato indetto il referendum.

Il ricorso presentato è, ovviamente, contro il decreto in quanto è con esso che viene stabilito il quesito che comparirà sulla scheda consegnata a tutti coloro che si recheranno alle urne il prossimo 4 dicembre.

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I contenuti del ricorso

A parere dei ricorrenti pentastellati e di Sinistra Italiana il quesito per come verrà trascritto sulla scheda elettorale sarebbe un vero e proprio 'spot pubblicitario' che finirebbe per fare il gioco del Governo che sta spingendo, ovviamente, affinché si possa giungere alla revisione della Carta Costituzionale e che per riuscirci deve passare per il vaglio dei cittadini, che non devono però essere ingannati in un modo così sfacciato.

A pensarla in questi termini sono i senatori Vito Claudio Crimi del #M5S e Loredana De Petris del SEL che hanno presentato il ricorso insieme agli avvocati Enzo Palumbo e Giuseppe Bozzi, esponenti del Comitato Liberali per il NO e del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale.

La norma prevede che nelle leggi di revisione costituzionale sulla scheda si dovrebbero riportare gli articoli destinati ad essere cambiati, esplicitandone i contenuti.

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L’accusa dei ricorrenti, infatti, è proprio legata al fatto che l’attuale enunciazione del quesito non indica gli articoli e per illustrare il contenuto usa una formula ‘propagandistica’.

I possibili sviluppi

A questo punto le decisioni del TAR del Lazio possono essere di tre tipi: confermare il contenuto del decreto dunque il provvedimento che convoca il referendum, invalidarlo fornendo, eventualmente, anche indicazioni su come cambiarne i contenuti o, in ultima analisi, dichiararsi incompetente per la materia in trattazione. Quel che è certo è che indipendentemente da quanto il Tribunale Amministrativo Regionale possa decidere, ci sarà un appello davanti al Consiglio di Stato. #Matteo Renzi #referendum costituzionale