"Quelli che hanno sempre promesso il cambiamento e la riforma costituzionale oggi votano "no" al referendum, se vince il "si" cambieremo per davvero l'Italia e risparmieremo 500 milioni di euro". Il premier Matteo Renzi ha concluso questa sera ad Avellino la tappa in Campania, iniziata questa mattina a Napoli, con la sottoscrizione di una intesa con il Comune partenopeo "perché - ha spiegato - le città e le istituzioni valgono più delle ripicche personali".

Prima di incontrare presso il teatro Carlo Gesualdo i cittadini e gli amministratori della provincia di Avellino, il presidente del Consiglio dei ministri si è recato in prefettura per riflettere insieme ai sindaci irpini sul valore delle autonomie locali e sulle opportunità che il #Governo offre nell'ambito del rilancio dell'economia territoriale.

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Renzi ha pranzato in una nota azienda di Sorpo Serpico, a pochi chilometri da Avellino, che produce e distribuisce i vini in tutto il mondo, come testimonianza dell'interesse del Governo nei confronti delle eccellenze locali. In compagnia  del premier anche il sottosegretario alla Presidenza, Claudio De Vincentis, con il quale si è soffermato a discutere intorno alla riapertura dello stabilimento ex Irisbus, che sorge in valle Ufita: si tratta della re-industrializzazione del sito abbandonato dalla Fiat nel 2011 e recentemente aquisito dalla società "Industria Italiana Autobus", che intende riprendere la produzione degli autobus per il trasporto urbano ed extraurbano. Si chiama Future Bus.

Il progetto è stato seguito da De Vincentis quando egli ricopriva il ruolo di responsabilità al ministero per lo sviluppo economico, spesso al centro di incontri finalizzati alla individuazione delle possibili soluzioni per far tornare in Italia il polo degli autobus, che Fiat ha praticamente portato in Francia attraverso il marchio Irisbus.

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A gennaio 2017 dovrebbe essere avviata la formazione del personale ed entro settembre 2017 i 297 lavoratori dovrebbero rientrare in fabbrica. Sul sito è intervenuto l'accordo di programma sottoscritto da Invitalia, che ha destinato la somma di 22 milioni di euro per la re-industrializazzione.

Sulla riforma il premier ha ribadito che i poteri del presidente del Consiglio dei ministri non sono stati nemmeno sfiorati dalle nuove disposizioni e ha aggiunto che il superamento del bicameralismo perfetto era stato auspicato già nel 1947 e tutti quelli che si sono cimentati a farlo, da Spadolini a D'Alema e a Berlusconi non ci sono mai riusciti. E sull'accoglienza dei profughi, Renzi ha chiesto nuovamente all'Europa l'assunzione di una responsabilità generale affinché non si verifichino più gli spiacevoli episodi registrati nelle ultime ore, aggiungendo che in caso contrario metterà in dubbio l'approvazione, da parte dell'Italia, del bilancio dell'Unione europea. Al termine dell'incontro, il Capo del Governo ha raggiunto rapidamente la Capitale per seguire da vicino gli sviluppi della nuova emergenza terremoto scoppiata nelle Marche.