La proposta di legge del Movimento 5 Stelle sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari è stata portata in aula all’inizio di questa settimana, ma è stata rifiutata in blocco dal Partito Democratico. Le motivazioni vanno dall’inutilità della proposta alla demagogia, e chi sostiene invece che vada a ledere la dignità dei nostri dipendenti di Stato. Il M5S proponeva una riduzione dello stipendio da 5000 a 3000 euro netti, senza toccare i rimborsi spese che però sarebbero stati tutti rendicontati.

Perché la proporre la riduzione degli stipendi, quanto guadagnano i nostri dipendenti?

Al mese, riescono a portare a casa dai 10.000 ai 13.000 euro netti, per la maggior parte, esentasse.

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  • Indennità (stipendio netto) 5000 euro
  • Diaria: 3503 euro, che però si decurta di 206 euro per ogni assenza
  • Rimborsi spese: 3690 euro, ma il 50% è forfettario*: questa parte è fuori controllo, e rappresenta un’ulteriore fonte di reddito effettiva per ciascuno di loro
  • Spese di fine mandato: 784 euro al mese
  • Spese telefoniche pari a 3098 euro annui
  • Pensione: per chi ha alle spalle un solo mandato, la incasserà a 65 anni, mentre gli altri, a 60.
  • Tessera per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea, assistenza sanitaria, ristorante, parrucchiere, ecc.

E sebbene costringano l'Italia intera a sacrifici immani, i dipendenti di Stato percepiscono una pensione con soli cinque anni di contributi. Lavorano al massimo 3 giorni a settimana, e la loro presenza è garantita quasi solo per votare.

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Cosa assolutamente irrilevante. Spesso ignorano quale sia il testo da votare. Negli ultimi anni abbiamo potuto facilmente vedere quanto questi privilegi si confondono, diventando difficili da distinguere poiché toccano qualsiasi area della loro vita.

Ma anche i parlamentari 5 stelle incassano diaria, rimborsi forfettari e le spese per l’esercizio del mandato con l’idea di restituire le somme non spese e di rendicontarle, ma è apparso chiaro che anche loro nonostante i buoni propositi non siano così precisi nella rendicontazione e nella restituzione, insomma facendo i conti in tasca anche a loro, percepiscono stipendi di lusso.

Citando #crozza: “Come fa un deputato a votare per il taglio del suo stipendio?”. Riporto un commento di un utente al video del comico Crozza: “Dovremmo decidere noi, con un referendum, perché i parlamentari sono nostri dipendenti. Siamo noi a decidere quanto devono guadagnare, e sempre noi a stabilire quando devono andare a casa”. #movimento 5 stelle #riduzione stipendi parlamentari