Quelli appena trascorsi sono stati giorni ricchi di interviste e di dichiarazioni per Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana ed esponente del #Pd, il quale si è espresso su diversi temi di attualità politica: dal ruolo delle Regioni nel contesto istituzionale, alla politica economica del Governo Renzi, alla sua idea di Partito Democratico, fino ai temi della Giustizia. Ecco di seguito le sue parole.

"Il PD trovi un'identità culturale più forte nel socialismo. Serve la capacità di sviluppare una critica al capitalismo. Al Referendum voterò Sì"

Ieri, venerdì 7 ottobre, Rossi è intervenuto nella trasmissione radiofonica della RAI "Radio anch'io" dove ha dichiarato: "Voterò Sì al referendum. La frammentazione del Paese è stato un errore grave, si deve cambiare passo e questa sfida serve anche per rilanciare le Regioni stesse. E' stato necessario cambiare l'articolo 117 della Costituzione perché abbiamo visto che le Regioni da sole, in molti casi, non ce la possono fare, soprattutto nel Mezzogiorno. Portare le Regioni dentro un Senato dove potranno dire la loro su alcune leggi fondamentali non credo che sia un errore. Forse bisognerebbe poi fare un altro passo: andare verso le macro-regioni".

Stamani è uscita poi una sua intervista al sito Ilsussidiario.net dove ha criticato la politica economica del Governo: "Se avessimo investito 15 miliardi in più all'anno si sarebbero creati 300 mila posti di lavoro in più, bastava rinunciare a qualche bonus alle famiglie e a qualche detassazione generalizzata alle imprese. Il mio programma si basa anche sulla scelta di supportare le imprese in modo selettivo dando risorse a quelle che fanno fatturato e occupazione. Infine serve lottare contro la povertà, per la quale servono 5-6 miliardi." E poi Rossi ha ribadito di essere in campo per contendere a Renzi la segreteria nazionale del PD al prossimo congresso nazionale, avanzando ipotesi di netta inversione di tendenza sul piano del profilo politico del partito: "Bisogna trovare un'identità culturale più forte negli ideali del socialismo, e non mi riferisco alle diatribe del Novecento, quanto alla capacità di sviluppare una critica al capitalismo, di non vedere il mercato come la soluzione di tutto e di avere come obiettivo la redistribuzione della ricchezza. Se continuiamo a spostarci a destra perderemo i voti dei ceti popolari, la spinta che ha dato Renzi rischia di esaurirsi. La gente è stanca delle polemiche personali, quella di "anti-Renzi" è una definizione che non mi convince, piuttosto mi sento alternativo a Renzi e alle sue politiche". Sul #referendum costituzionale ha detto: "Non si può fare il Gioco dell'Oca sulle riforme, le modifiche fatte sono un passo avanti. Voterò Sì ma capisco anche chi farà diversamente"

Infine poche ore fa Enrico Rossi sulla propria pagina Facebook ufficiale ha parlato di rapporto fra giustizia e politica e, pur senza citarlo, si è espresso sul tema dell'assoluzione di Ignazio Marino e su altri casi simili, scrivendo in un post: "La via giudiziaria non risolve né la questione morale né quella sociale e neppure quella politica.Ancora altre assoluzioni per politici rinviati a giudizio e, senza processo, già messi alla gogna e vituperati. Il problema non è che i politici siano sottoposti a verifica di legalità da parte della magistratura. A essere malata è la politica che strumentalizza le indagini per attaccare gli avversari. A questa subalternità della politica alla magistratura segue poi il giustizialismo dell'informazione e quindi dell'opinione pubblica.Il garantismo non può essere a giorni alterni."  #Matteo Renzi