I Partigiani della #Scuola Pubblica hanno duramente criticato le frasi pronunciate ieri dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a proposito del 'bisogno di entrare nelle scuole, nei licei', per spiegare ai giovani che la riforma non porta a una deriva autoritarie, come qualcuno vuol far credere loro.

Ultime news scuola e referendum, lunedì 3 ottobre: 'Renzi è a caccia di prede deboli'

'Renzi è a caccia di prede deboli' scrivono i PSP nel loro comunicato, visto che i giovani non hanno ancora sperimentato gli effetti delle sue politiche. Del resto, ci si chiede anche come alte cariche istituzionali possano sponsorizzare nelle scuole la riforma costituzionale, andando così a calpestare non solo il principio di imparzialità della pubblica amministrazione, ma andando a violentare la libertà di opinione e di pensiero oltre che la libertà di insegnamento.

I Partigiani della Scuola Pubblica si rivolgono direttamente al premier, 'bacchettandolo' sul fatto che la Costituzione dello Stato italiano non può ridursi ad una 'sequenza di slogan' da diffondere nelle scuole, Renzi non può usare le scuole pubbliche a suo vantaggio così come fa con i mass media.

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Referendum, PSP replicano a Matteo Renzi: 'Non può usare le scuole come fa con i media'

Il leader del Partito Democratico vorrebbe cercare di convincere i giovani in merito alla bontà di una riforma che permetterà ai governi di 'oliare gli ingranaggi' che andranno a creare delle leggi che priveranno definitivamente le nuove generazioni di tutti i diritti. 'Quando il rapporto di fiducia' tra un capo del governo e gli elettori si incrina, si legge nel comunicato, non si deve cercare di convincere, con artifici pubblicitari, i cittadini meno consapevoli: bisogna tornare alle urne. Per dissipare qualsiasi residuo sospetto di 'deriva autoritaria', concludono i Partigiani della Scuola Pubblica, il premier dovrebbe dimettersi il prossimo 4 dicembre, qualora la volontà popolare risultasse diversa dalle sue indicazioni.

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Una 'querelle' che, immaginiamo, continuerà anche nelle prossime settimane. #Matteo Renzi #referendum costituzionale