Continua a crescere la tensione tra Mosca ed i paesi occidentali. Il presidente Putin ha in programma per il 19 ottobre un viaggio a Parigi in occasione dell'inaugurazione del “Centro spirituale russo” ma l'Eliseo fa sapere di non avere ancora deciso se sia opportuno o meno, nell'occasione, ricevere il capo di stato russo.

Veto e contro veto alle Nazioni Unite

“Chi è responsabile dei bombardamenti sulla popolazione civile di Aleppo” sostiene i pratica il presidente Hollande “è responsabile di crimini contro l'umanità ed a tal proposito il ministro degli #Esteri francese fa sapere che chiederà, alla Corte penale internazionale, che venga avviata un indagine sui crimini di guerra in #Siria.

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L'accuirsi della tensione tra Francia e Russia era già palese durante l'ultima seduta delle nazioni unite, quando la Russia aveva posto il veto ad una bozza di risoluzione, a matrice francese, che proponeva il cessate il fuoco in Siria, lo stop ai bombardamenti su Aleppo e l'apertura di un corridoio umanitario nelle aree assediate della città. Di contro Francia, #USA e Gran Bretagna hanno posto il veto ad una bozza russa, molto simile ma carente della parte relativa allo stop ai bombardamenti su Aleppo. Si continua ad assistere, perciò ad un muro contro muro in cui nessuna delle parti sembra intenzionata a cedere.

Konashenkov: 'Obiettivo legittimo ogni aereo che attacchi le truppe di Assad'

In questo quadro di generale nervosismo, il portavoce del ministero della difesa russo Igor Konashenkov, commentando la minaccia statunitense di procedere militarmente contro l'esercito fedele ad Assad, dichiara obiettivo legittimo ogni aereo che attacchi postazioni dell'esercito regolare siriano.

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Avvicinamento Mosca Ankara

Nel frattempo Putin in Turchia incontra Erdogan per “questioni urgenti relative all'agenda regionale ed internazionale”, le questioni sul tavolo erano la costruzione di un gasdotto da parte di Gazprom che attraverserà il mar Nero e fornirà la Turchia ed i paesi dell'Europa orientale.

Sul tavolo naturalmente la questione siriana riguardo alla quale al termine dell'incontro Erdogan ha espresso la convinzione comune della necessità di portare aiuti alla popolazione assediata di Aleppo ed ha confermato l'accorodo per uno “scudo sull'Eufrate“ che prevede operazioni militari Turche in territorio siriano.

Dunque i rapporti tra le due potenze, che sono stati estremamente tesi nel corso dell'ultimo anno in seguito all'abbattimento di un jet russo da parte dell'esercito turco il 24 novembre 2015, sono ora notevolmente migliorati sotto l'effetto di interessi comuni e lasciano prevedere l'inizio di una strategia unitaria in Siria. L'agnello sacrificale a sancire questo accordo sembra essere il popolo curdo e con le sue velleità autonomiste.

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Nel quadro caotico della guerra siriana si può distinguere, in conclusione, da parte russa una strategia ben precisa e degli obiettivi ben precisi. Al contrario il fronte occidentale, impegnato, come spesso avviene, più in una battaglia di propaganda che in operazioni pratiche finalizzate alla soluzione della crisi sembra, ad oggi, in grande difficoltà.