Lo abbiamo sempre sostenuto: esiste un'America underground arrabbiata e radicale che vuole Trump alla Casa Bianca il prossimo 8 novembre. Un sondaggio di Abcnews/Washington Post indica per Trump il 45% e per Clinton il 46% dei consensi. Se è vero che i sondaggi mai come in questa campagna elettorale rischiano di essere contraddetti da esiti inaspettati, occorre tuttavia registrare quest'ennesimo "testa a testa" tra i due più impopolari e controversi candidati alla presidenza degli Stati Uniti che si siano mai visti.

Elezioni americane: Hillary Clinton perde quello che raccoglie

La tendenza dei candidati nei sondaggi è sempre apparsa opposta.

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Clinton guadagna consensi che poi perde gradatamente ma inesorabilmente. Segno che per lei si muove una stampa influente ed una generale adesione alla sua candidatura basata sul principio del "male minore". Del resto, non è mai stata amata dall'elettorato americano e neanche troppo da quello democratico che le avrebbe preferito di gran lunga Sanders.

Elezioni americane: Donald Trump recupera svantaggi abissali

Per Trump succede il contrario: a cadute rovinose - provocate da suoi limiti ed ingenuità - sono seguite risalite imprevedibili. Indice, in questo caso, di una profonda adesione dell'elettorato al tema dell'antipolitica, alla delusione per la presidenza Obama, al rigetto di candidati appartenenti all'establishment come #hillary clinton.

Mailgate: di cosa si tratta?

La vicenda delle mail su notizie riservate inviate dalla candidata democratica attraverso un account privato, quando era segretario di stato, era già stata evocata da Trump nell'ultimo dibattito.

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L'FBI aveva chiuso l'inchiesta censurando il comportamento della Clinton ma ammettendo l'inesistenza di rilevanze penali. Invece, in una lettera che l'attuale direttore dell'FBI, James Comey, ha inviato al Congresso alcuni giorni fa, si apprende che da un filone d'indagine estraneo a quello principale, sarebbero affiorate nuove mail pertinenti con la vicenda. Clinton ha reagito a caldo: "È molto strano annunciare una cosa del genere con così poche informazioni proprio alla vigilia delle elezioni: non solo è strano, è senza precedenti e profondamente preoccupante".  In sostanza, non c'è ancora un'accusa di illecito ma elementi sufficienti per riaprire il caso. Che potrebbe sgonfiarsi di nuovo. Ma quando?

Mailgate: come può influenzare le elezioni?

È ormai una questione di timing: c'è poco tempo perché l'FBI possa sciogliere il caso prima del giorno delle elezioni.

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Dunque, è probabile una corsa ad handicap per Hillary Clinton, candidata passibile di incriminazione federale. Inoltre i vari opinion maker che la sostengono - compresa Madonna che con il suo endorsement si è messa nella scia della peggiore campagna elettorale della storia degli Stati Uniti - dalla stampa alla tv ai divi del cinema e dello spettacolo, come si comporteranno nei prossimi giorni? Presumibilmente si asterranno. Qualcuno prenderà le distanze per non compromettersi. Hillary Clinton potrebbe perdere la corsa per un semplice sospetto che ne mina la credibilità. Alternative? Due sole: o viene scagionata in tempo, cosa poco credibile ma che la sospingerebbe direttamente alla Casa Bianca; ovvero viene davvero incriminata, possibilità remota anche questa ma dalle conseguenze devastanti per la candidata democratica

Mailgate: i repubblicani all'attacco

Naturalmente, il "Grand Old Party" non attendeva che una notizia così per ricompattarsi. L'ala più radicale spinge verso un'esasperazione della vicenda. Trump rinfocola la notizia. Si trovava a Manchester, nel corso di un comizio quando ha fatto questa dichiarazione: "Ho un grande rispetto per il fatto che l'Fbi e il dipartimento di Giustizia siano disposti ora ad avere il coraggio di rimediare all'orribile errore che hanno fatto". Tra i suoi sostenitori ormai imperversa lo slogan: "lock her up" che significa: chiudetela in cella. I giochi si riaprono. E in alcuni Stati "chiave" come la Florida Trump è in vantaggio. #Elezioni USA #Donald Trump